Strade provinciali, la Filt Cgil attacca la riclassificazione

Strade provinciali, la Filt Cgil attacca la riclassificazione

La riclassificazione delle strade provinciali e il possibile passaggio della gestione da Veneto Strade ad Anas? Per la Filt Cgil Veneto non è una soluzione: è l’ennesima non scelta, un modo elegante per spostare il problema senza affrontarlo. E, soprattutto, è una decisione che rischia di ricadere sulla pelle viva dei lavoratori e dei cittadini bellunesi.

Alessandra Fontana, segretaria regionale della categoria, non usa giri di parole. Il primo nodo riguarda gli operatori su strada: personale specializzato, formato, selezionato, che conosce il territorio metro per metro e che il territorio riconosce come presidio essenziale. «Sono i primi ad arrivare in qualsiasi emergenza, i primi a coordinare gli interventi» ricorda Fontana. Ma se a settembre la gestione passerà ad Anas, dove finiranno? Le tratte cambieranno, i punti di raccolta verranno spostati, il disagio aumenterà. E nessuno, oggi, sa dire cosa succederà alla direzione operativa di Belluno.

In Veneto Strade lavorano 112 persone solo nel Bellunese: 88 operai su strada, 24 impiegati. Centododici famiglie che vivono nell’incertezza, mentre si parla di “processi maturi” senza chiarire nulla sul futuro. «Esiste una contrattazione consolidata, un’interlocuzione continua su mobilità, progressioni interne, gestione del personale. Domani cosa succederà? Chi garantirà occupazione di qualità? Il rischio di dumping sociale è evidente» avverte Fontana.

Poi c’è la questione della rete viaria. Spacchettarla tra due gestori significa perdere economie di scala e aumentare i costi. E qui la segretaria Filt Cgil affonda il colpo: «Senza offendere nessuno, sarebbe utile chiedere ai cittadini di Cadore, Comelico e Ampezzo se sono soddisfatti della gestione Anas». Cantieri infiniti, code, gallerie chiuse, deviazioni: raggiungere il Cadore è diventato un percorso a ostacoli. «È più facile arrivare all’aeroporto che a Cortina» ironizza Fontana, ricordando la “suggestiva” A27 a una corsia che ormai meriterebbe una citazione nella guida Michelin.

Per i turisti, pazienza. Per chi vive, studia, lavora e deve curarsi, diventa impossibile. «Perché cedere a Roma la gestione quando avevamo un modello virtuoso come Veneto Strade, competente e radicato sul territorio?» domanda la sindacalista.

La riclassificazione, per la Filt Cgil, è il simbolo di un territorio che chiede autonomia e riconoscimento, ma finisce per sacrificare la propria specificità sull’altare di un presunto risparmio. Fontana usa un’immagine tagliente: «Sembra una vecchia signora nobile che vende i palazzi più preziosi perché non riesce a mantenerli, affidandoli a chi forse ha i soldi per farlo. Certo, il nuovo proprietario promette cura… salvo poi decidere da solo come investire le risorse».

E davvero qualcuno crede che Anas, una volta acquisita titolarità e gestione, coinvolgerà il territorio nelle scelte strategiche? «Speriamo di sbagliarci, ma siamo scettici» chiude Fontana. «Il dubbio resta: non era più semplice farci valere nelle sedi opportune per ottenere le risorse necessarie?»

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