Un istruttore di fitness stava andando ad aprire la sua palestra, come se niente fosse. Tre persone, invece, hanno pensato di farsi un giretto in motoslitta, nell’Ampezzano. E sette avventori di un negozio di alimentari del Feltrino, dopo aver comprato diverse birre, si sono riuniti per bere in compagnia. Senza considerare l’agente immobiliare che, nel suo ufficio, raduna sei clienti contemporaneamente.
Storie varie, per fortuna isolate, ma pur sempre di trasgressione ai decreti finalizzati a limitare il contagio. Decreti che, a quanto pare, interessano alla stragrande maggioranza dei bellunesi. Però non a tutti: «A oggi – informano dal Comando provinciale dei Carabinieri – l’Arma bellunese ha controllato 1750 persone e verificato la regolare chiusura degli esercizi commerciali destinatari delle misure restrittive. Solo poche decine i trasgressori, a conferma del diffuso buon senso della cittadinanza nell’intera la provincia. Anche se non sono mancate condotte particolarmente gravi dal punto di vista della salute pubblica. Condotte subito perseguite con fermezza».
In più, sono stati segnalati alla Prefettura i titolari di due esercizi commerciali (uno di agenzia immobiliare, l’altro di una pizzeria) che, invece di attrezzarsi per la consegna a domicilio, effettuavano ancora il servizio d’asporto. «L’attività di controllo – concludono i Carabinieri di Belluno – continuerà senza flessioni per tutto il periodo delle norme legate al Dpcm».





