Bagarre sulla Legacy. Il Pd attacca, Padrin replica: «Decidiamo insieme ai sindaci»

Bagarre sulla Legacy. Il Pd attacca, Padrin replica: «Decidiamo insieme ai sindaci»

La sensazione è che lo spirito olimpico non alberghi a Cortina. È tutto a Parigi, in questo momento. E chissà se mai potrà trasferirsi tra le Dolomiti bellunesi… Intanto è bagarre. Vera e propria. Con il Pd che attacca e la Provincia che risponde.

IL TEMA

La questione è quella della Legacy olimpica e del finanziamento futuro della pista da bob. La Regione Veneto e il Comune di Cortina hanno già approvato per la loro parte l’accordo che impegna l’utilizzo di una quota dei Fondi dei Comuni confinanti alle spese future di mantenimento della pista da bob. La Provincia era stata chiamata a fare lo stesso, ma ancora a maggio l’amministrazione di Palazzo Piloni ha fermato l’approvazione, in attesa di sentire i sindaci dei Comuni confinanti e contigui (è del 2022 invece l’atto con cui la Provincia dichiara che non intende sostenere in alcun modo le spese di gestione del bob). Nel frattempo il Centrosinistra a Palazzo Piloni ha presentato un ordine del giorno e ha messo alle strette il consiglio provinciale perché si pronunci di nuovo sull’utilizzo dei fondi di confine. L’ordine del giorno però è stato messo da parte, in attesa di sentire i sindaci di confine. Un primo incontro è stato convocato dal presidente del Fondo, Dario Bond, la settimana scorsa. Ce ne sarà un altro domani (venerdì 2 agosto).

QUI PD

«Il presidente della Provincia è terrorizzato dall’idea di dover prendere una decisione che vada contro i diktat della giunta Zaia. Non importa che si tratti di difendere l’interesse dei bellunesi come nel caso dell’accordo che prevede l’utilizzo dei Fondi di confine per le spese di gestione della pista da bob; l’importante è non votare un atto ufficiale che, parafrasando Jannacci, rischierebbe addirittura di far piangere il re». Comincia così il comunicato stampa mandato dal Pd e firmato dal segretario provinciale Alessandro Del Bianco (in foto). 

«Le vicende di questi mesi rasentano il tragicomico: a metà maggio il Presidente della Provincia ha tentato di glissare sull’accordo che la Regione e il Comune di Cortina avevano già votato in giunta e che prevedeva anche l’accettazione del consiglio provinciale. Poi, una volta scoppiato il caso sulla stampa, ha negato qualsiasi contatto con gli enti con cui doveva stringere l’accordo, ponendosi peraltro in palese contraddizione con la delibera del Comune di Cortina che cita “accordi intercorsi con tutti gli enti” menzionando la stessa Provincia di Belluno. Per tamponare il coro di protesta e indignazione sollevato dai sindaci e da alcuni consiglieri provinciali, Padrin ha lanciato – sempre a mezzo stampa – una convocazione dell’assemblea di tutti sindaci per metà luglio che poi, pochi giorni dopo, ha ritirato. Nel frattempo, è arrivata una convocazione dell’assemblea dei sindaci dei soli Comuni Confinanti da parte di Bond (tenutasi il 25 luglio). Martedì (30 luglio), in consiglio, il presidente della Provincia ha dichiarato che ci sarebbe stata una nuova assemblea da lui convocata per il prossimo venerdì (2 agosto) proprio per discutere dell’argomento. A detta del presidente questa assemblea doveva essere aperta a tutti i sindaci e anche alla stampa. Proprio con questo pretesto è stata giustificata dal presidente la maldestra richiesta di ritiro dell’ordine del giorno presentato da Futura – Centrosinistra Bellunese e depositato più di un mese addietro, con cui il gruppo chiedeva al consiglio provinciale una posizione contraria all’utilizzo dei Fondi di confine per le spese di gestione della pista da bob. Padrin è riuscito perfino a dirsi dispiaciuto del rinvio dopo averlo proposto lui stesso vietando la votazione e facendo leva sui numeri della sua maggioranza. Insomma era importante evitare a tutti i costi la presa di posizione, in un senso o nell’altro. Costi quel che costi ma per Padrin l’unico obiettivo era quello di evitare di esprimersi formalmente sul punto. Il colpo di scena finale arriva poco dopo il consiglio: dal comunicato stampa diramato dalla stessa Provincia si legge che l’assemblea del 2 agosto non è stata convocata da Padrin, bensì da Dario Bond, e non sono invitati tutti i sindaci ma solo quelli dei Comuni confinanti. L’assemblea con tutti è rimandata – stando a quanto si legge nel comunicato – a dopo Ferragosto. L’imbarazzo era ancora palpabile un paio d’ore dopo, quando in consiglio comunale di Belluno si è discusso dello stesso argomento. Gli stessi consiglieri comunali che siedono anche in consiglio provinciale non erano in grado di dire cosa fosse successo in Provincia. Eppure erano lì. In questo caso De Pellegrin, sindaco del Comune capoluogo, non ha voluto prendere posizione rimandando anch’egli – esattamente come Padrin – la discussione in altre sedi. Quali? Non è dato saperlo. Eppure l’ordine del giorno era chiaro: si chiedeva al sindaco di esporsi in maniera contraria all’utilizzo di risorse dedicate alla montagna in tutte le sedi opportune. Anche in questo caso si è preferito mettere la testa sotto la sabbia. La paura di turbare il Doge è evidentemente molto sentita anche a Palazzo Rosso. Sono davvero questi i rappresentanti che il territorio si merita? Ora non restano che i sindaci sui quali Padrin ha scaricato la patata bollente. Noi davvero confidiamo pienamente su di loro, al di là delle differenze politiche. Il territorio ha bisogno di una scelta di dignità, di difendere le prerogative della montagna contro le imposizioni di Venezia. Siamo sicuri che i primi cittadini mostreranno più fermezza e determinazione. Lo spettacolo di ieri è stato a dir poco imbarazzante».

QUI PROVINCIA

«I Fondi di confine sono uno strumento in mano ai sindaci di prima e seconda fascia. Solo con loro, insieme, si può decidere che utilizzo fare di queste risorse. È sempre stato così ed è così anche sulla partita della Legacy olimpica» la risposta del presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin. «Non c’è nessun imbarazzo da parte mia, mi spiace se il segretario del Pd si imbarazza per queste questioni. Ma da vicesindaco di Feltre dovrebbe aver visto come funzionano i Fondi di confine. L’utilizzo dei fondi è competenza dei sindaci confinanti e contigui. La Provincia vuole essere insieme ai sindaci su questa partita. E per questo motivo sta aspettando la conclusione degli incontri: dopo la riunione della settimana scorsa e dopo quella in calendario per venerdì 2 agosto, convocate dal presidente del comitato paritetico Dario Bond, convocherò tutti i sindaci della provincia e affronteremo il tema in maniera allargata, ma con un’indicazione chiara che sarà emersa dagli amministratori dei Comuni di prima e seconda fascia. Per quanto riguarda la Provincia, ci sono atti ufficiali fatti in tempi non sospetti, due anni fa, che dichiarano la posizione favorevole nei confronti della pista da bob, ma contraria a sostenerne i costi di gestione. Non siamo ostaggi della Regione. Se però al Partito Democratico fa comodo crederlo, continui pure».

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