Il fermo dell’autotrasporto annunciato ieri è solo l’ultimo segnale di un settore che sta cedendo. E in Veneto la situazione è drammatica: secondo i dati elaborati dalla Cgia di Mestre, 700-800 imprese rischiano di chiudere entro fine anno, schiacciate dal caro-carburante e da una liquidità ormai evaporata. Ma il dato più allarmante riguarda Belluno, che negli ultimi dieci anni ha registrato la contrazione più pesante dell’intera regione: -34% di imprese di autotrasporto, pari a 73 attività scomparse. Nessuna provincia veneta ha perso così tanto. Un’emorragia che racconta un territorio più fragile, più montano, più esposto ai costi e alla concorrenza dei vettori esteri.
Diesel alle stelle: un pieno costa 1.067 euro
Il carburante è il detonatore della crisi. Il diesel oggi viaggia a 2,135 euro al litro, il 30,6% in più rispetto a fine dicembre. Riempire un serbatoio da 500 litri significa 1.067 euro, cioè 250 euro in più rispetto a quattro mesi fa. Se il prezzo resterà su questi livelli, un mezzo pesante brucerà 76.860 euro di gasolio nel 2026, quasi 17.500 euro in più rispetto al 2025.
Il vero collasso è la liquidità
Il gasolio si paga subito. I clienti pagano a 60, 90, 120 giorni. È qui che le imprese saltano: non perché manchi il lavoro, ma perché manca il denaro per far partire i mezzi. Una spirale che colpisce soprattutto i piccoli padroncini, molto presenti anche nel Bellunese. Il fuel surcharge, che dovrebbe adeguare le tariffe al prezzo del carburante, spesso non viene riconosciuto: molti committenti lo contestano o lo applicano solo in parte.
La beffa delle accise
Il taglio delle accise introdotto dal Governo si è trasformato in un boomerang: riducendo l’imposta per tutti, si riduce anche il rimborso sulle accise professionali destinato agli autotrasportatori. Risultato: meno sostegno, nessun beneficio reale sul prezzo finale. Il credito d’imposta promesso, inoltre, riguarda solo il 22% dei mezzi.
Dieci anni di caduta: Belluno maglia nera del Veneto
Dal 2015 al 2025 il Veneto ha perso 2.142 imprese di autotrasporto (-24,3%). Ma Belluno fa peggio di tutti: -34%, la contrazione più alta della regione. Seguono Treviso (-30%), Rovigo (-28,9%) e Venezia (-28,7%). Un ridimensionamento dovuto a crisi economiche, concorrenza dei vettori dell’Est e fusioni aziendali che hanno spazzato via molte ditte monoveicolari. Un processo che ha aumentato la produttività media, ma ha lasciato sul campo centinaia di piccole realtà, soprattutto nelle aree montane.





