Il Consiglio di Stato mette un altro paletto sulla strada dei residenti di Cortina contrari alla cabinovia Apollonio-Socrepes. Il nuovo ricorso, presentato contro la decisione del Tar, è stato respinto. Gli appellanti avevano contestato il giudizio di primo grado parlando di «errori di diritto» e di una valutazione «insufficiente» sugli aspetti ambientali, geologici e procedimentali dell’opera prevista a Lacedel.
A rappresentarli gli avvocati Primo e Andrea Michielan, che al termine dell’udienza non hanno nascosto la delicatezza del caso: «Abbiamo discusso la sospensiva», spiega Primo Michielan. «Il giudice l’ha respinta, ma ha fissato subito un’udienza di merito il 9 aprile 2026, segno che la questione è considerata complessa e rilevante». L’avviso ufficiale dell’udienza è stato pubblicato nelle ore successive.
I legali ricordano anche il deposito, lo scorso 13 gennaio, di una memoria di replica diretta al commissario straordinario, per ribadire la necessità di fermare l’intervento in attesa del giudizio completo. «In aprile – aggiunge Michielan – il Consiglio di Stato entrerà finalmente nel merito».
Intanto, nell’atto di appello gli stessi residenti sollevano il tema più critico: il rischio del versante. I lavori, sostengono, sarebbero partiti «senza una comprovata immunità da frana», nonostante l’impianto sia pensato per trasportare 2.400 persone all’ora e restare in esercizio per 50 anni. Una condizione che – secondo gli appellanti – avrebbe già costretto il soggetto attuatore a introdurre «numerose varianti» su altezza, localizzazione e fondazioni della cabinovia, modifiche che non corrisponderebbero più al Pfte originario sottoposto a valutazione ambientale.
Adesso la partita si sposta direttamente all’appuntamento chiave del 9 aprile 2026, quando il Consiglio di Stato sarà chiamato a dare una risposta definitiva su uno dei progetti più discussi dell’area ampezzana.





