«Anche l’autista del bus sia invitato all’inaugurazione delle Olimpiadi»

«Anche l’autista del bus sia invitato all’inaugurazione delle Olimpiadi»

Dopo l’invito rivolto al ragazzino cadorino alla cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, arriva ora una proposta destinata a far discutere. A lanciarla è il senatore bellunese di Fratelli d’Italia Luca De Carlo, che invita le istituzioni a estendere l’invito anche all’autista protagonista dell’episodio.

La vicenda, che nei giorni scorsi ha scosso l’opinione pubblica, riguarda l’undicenne fatto scendere dal bus sulla tratta Calalzo–Cortina e costretto a rientrare a casa a piedi. Un fatto che ha suscitato indignazione e acceso un ampio dibattito sui social e sui media. Proprio mentre la Fondazione Milano Cortina, per voce del presidente Giovanni Malagò, ha deciso di trasformare quell’episodio in un gesto simbolico invitando il ragazzo alla cerimonia di apertura dei Giochi, De Carlo propone di allargare il segnale anche a chi quell’errore lo ha commesso.

«Partendo dal fatto che un undicenne non può mai essere lasciato a piedi in strada – premette il senatore – non si può non sottolineare come l’autista abbia capito di aver sbagliato, ammesso il suo errore e chiesto perdono alla famiglia del ragazzino». Scuse che, secondo quanto riportato dalla stampa, sarebbero state accettate dalla madre del giovane.

De Carlo richiama l’attenzione anche sul clima che si è creato attorno all’uomo. «Non è stato piacevole vedere come sia finito al centro di un pesante linciaggio mediatico e sui social», osserva, invitando a una riflessione più ampia. Da qui l’appello: «Se lo spirito delle Olimpiadi può ispirare tutti noi, spronarci a migliorare e renderci uniti nelle sfide comuni, allora valutate la possibilità di invitare anche l’autista all’inaugurazione dei Giochi a Cortina insieme alla famiglia del giovane studente».

Una proposta che, nelle intenzioni del senatore, non vuole cancellare responsabilità o anticipare valutazioni che spettano ad altri livelli, ma offrire una lettura diversa dell’accaduto. «Non si tratta di giustificare o assolvere qualcuno – conclude – ma di far trionfare quello che potremmo definire lo spirito olimpico, nel senso più profondo dei valori dei Giochi».

Parole destinate ad alimentare il confronto su una vicenda che, da fatto di cronaca locale, è diventata simbolo di temi più ampi: responsabilità, perdono e valore educativo dello sport.

© Copyright – I testi pubblicati dalla redazione su newsinquota.it, ove non indicato diversamente, sono di proprietà della redazione del giornale e non è consentita in alcun modo la ripubblicazione e ridistribuzione se non autorizzata dal Direttore Responsabile.

TAG
bus
CONDIVIDI
Articoli correlati

© 2023 NIQ Multimedia s.r.l.s. – C.F. e P.IVA: 01233140258
Testata giornalistica registrata al Tribunale di Belluno n. 4/2019

Torna in alto