Il timore era nell’aria da tempo. Ma finora non si era mai concretizzato per davvero, lasciando i lavoratori in un limbo fastidioso. Ora arriva la certezza, dichiarata dall’azienda senza troppi giri di parole: Ideal Standard intende cessare l’attività già nei prossimi mesi, e abbandonare così il sito produttivo di Trichiana.
La notizia, un autentico fulmine per quanto non a ciel sereno, è arrivata oggi, nell’incontro tenutosi al Ministero dello Sviluppo economico. La proprietà era stata chiamata per presentare il piano industriale. Invece, è arrivata con tutt’altro intento. E adesso chi glielo spiega ai lavoratori che hanno sudato anni, contribuendo con ritenute in busta paga a finanziare il nuovo forno della fabbrica?
«Nell’incontro tenutosi oggi al Mise Ideal Standard ha comunicato quanto già deciso e pianificato da tempo e che sino a oggi si era ben guardata dal confermare» premettono i sindacati nel comunicato diramato subito dopo la riunione a Roma.
«Nessun piano industriale per il sito di Trichiana, ma anzi la comunicazione di voler cessare le attività produttive nell’arco dei prossimi mesi. L’azienda e i dirigenti-mercenari che la rappresentano mostrano il loro vero volto e dopo mesi di menzogne sono costretti ad ammettere la verità di quanto denunciato più volte dal sindacato e dalle istituzioni tutte. Abbiano chiaro più di sempre che Trichiana non si chiude e deve iniziare oggi una trattativa che deve portare alla continuità del sito come chiesto già oggi dal sindacato, dalla Regione Veneto e dal Governo».
Parte quindi la lotta. Le Rsu e le segreterie territoriali di Femca Filctem e Uiltec proclamano come prima iniziativa 16 ore di sciopero nei giorni 28 e 29 ottobre (giovedì e venerdì e picchetto all’entrata), con assemblea unica e generale per domani (giovedì 28) alle 11.30 sul piazzale interno alla fabbrica.





