Zaia preannuncia la zona gialla per il Veneto. E, a guardare i dati del contagio relativi alla provincia di Belluno, parrebbe solo questione di tempo. I casi infatti salgono inesorabilmente. Ieri il bollettino di azienda Zero segnalava 38 nuovi casi e 695 bellunesi positivi. Nell’ultima settimana i nuovi contagi sono stati 386, ben 76 in più rispetto a sette giorni fa. E di conseguenza cresce l’incidenza settimanale. A Belluno ora siamo a quota 193,4 casi ogni 100mila abitanti, ben sopra la media nazionale, ferma a 138,6.
E la mappa provinciale, diffusa ieri nel consueto report settimanale dall’Usl, mostra chiaramente l’estrema mobilità del virus. Se nelle ultime settimane, infatti, l’epicentro di questa quarta ondata era l’Alto Cadore con il Comelico, ora covid -19 si è spostato, colorando l’Agordino e gran parte della Valbelluna. Dove ci sono i territori con più casi. I Comuni che hanno registrato il maggior numero di nuove infezioni infatti sono sono Belluno (69), Feltre (60), Ponte nelle Alpi (28), Borgo Valbelluna (21), Cesiomaggiore (16).
Non cambia, invece, rispetto alla settimana scorsa, la distribuzione del virus per fasce di età. Si conferma una maggiore presenza nelle persone tra 45 e 64 anni: soggetti socialmente mobili, con molti contatti lavorativi e non ma soprattutto dove la copertura vaccinale non è al livello delle altre fasce di età. E si conferma la riduzione dei casi nei più giovani.
In generale, resta chiaro, a livello numerico, come chi non si vaccini sia più esposto a contrarre il virus. Questa settimana il rapporto tra nuovi positivi vaccinati e popolazione vaccinata è dello 0,09%, mentre quello tra nuovi positivi non vaccinati e popolazione non vaccinata è di 0,45%. Un divario che resta molto sensibile, anche se va segnalata la riduzione della “forbice” tra le due condizioni.
Fortunatamente l’andamento preoccupante per quanto riguarda i ricoveri non si sta riflettendo sui contagi: un’altra dimostrazione dell’efficacia dei vaccini. Attualmente sono ricoverate al “San Martino” 9 persone: 7 in area non critica (di 51, 65, 84, 87, 87, 89 e 93 anni e 2 in terapia Intensiva (di 63 e 74 anni). Mentre il paziente positivo ricoverato in terapia intensiva a Feltre, fa sapere l’Usl1, si è negativizzato. Ma per vincere il virus serve spingere sulla terza dose. Lo spiegano proprio i ricoveri attuali: dei 9 pazienti attuali, 6 sono stati vaccinati ad aprile, a dimostrazione del fatto che l’efficacia dopo alcuni mesi. Gli altri tre pazienti non sono vaccinati.





