Valle di Lamen, scoperta la più antica traccia al mondo di un parto assistito

Valle di Lamen, scoperta la più antica traccia al mondo di un parto assistito

Una scoperta emersa nel cuore delle Dolomiti Bellunesi potrebbe riscrivere una pagina della storia della medicina. I resti di un neonato risalenti al Neolitico, rinvenuti in uno dei ripari sotto roccia della Val di Lamen, nel territorio di Feltre, hanno infatti rivelato quella che gli studiosi considerano la più antica evidenza al mondo di una manovra ostetrica praticata durante un parto difficile.

Il ritrovamento è il risultato del progetto UPLanD (Understanding the Pastoral Landscape of the Dolomiti Park), finanziato dal Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi dal 2014 e sviluppato dalle Università Federico II di Napoli e di Newcastle, in collaborazione con l’Università di Trento, con l’obiettivo di ricostruire la storia della frequentazione umana e dell’utilizzo dei pascoli nelle aree del Parco dalla preistoria a oggi. La scoperta è stata resa possibile grazie alle analisi condotte dai ricercatori del Laboratorio Bagolini di Archeologia, Archeometria e Fotografia dell’Università di Trento, che hanno studiato i fragili resti ossei utilizzando tecniche avanzate di osservazione antropologica, microscopia digitale e microscopia elettronica a scansione.

Le indagini hanno individuato una frattura dell’omero prodotta quando l’osso era ancora “fresco” e compatibile con le sollecitazioni che possono verificarsi durante un parto particolarmente complesso. Sebbene non sia possibile stabilirlo con assoluta certezza, il confronto con la letteratura clinica moderna suggerisce che la lesione possa essere stata causata dalle manovre effettuate per cercare di completare il parto e salvare il bambino. Ma la ricerca non si è fermata qui. Sulle ossa del neonato sono infatti emerse anche tracce di stress nutrizionale o metabolico subìto prima della nascita. Un dato che porta gli studiosi a ipotizzare carenze alimentari materne e che offre una rara testimonianza delle condizioni di salute delle comunità alpine vissute oltre cinquemila anni fa.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista internazionale Journal of Archaeological Science: Reports e, secondo i ricercatori, rappresentano oggi il caso più antico e meglio documentato di trauma ostetrico noto in ambito archeologico. «Si tratta di una scoperta davvero straordinaria, che conferma la ricchezza unica del nostro territorio anche dal punto di vista storico e antropologico», commenta il commissario del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi, Ennio Vigne. «Il sostegno alla ricerca scientifica ci consente di ricostruire sempre meglio la millenaria storia della frequentazione umana delle nostre montagne».

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