Aiuti all’Ucraina: mediatori linguistici in aiuto ai ragazzi

Aiuti all’Ucraina: mediatori linguistici in aiuto ai ragazzi

Sono già oltre 800 i profughi in fuga dall’Ucraina dilaniata dalla guerra arrivati in provincia di Belluno. Finora la quasi totalità di loro si è affidato alla rete informale delle conoscenze parentali o amicali, ma è opinione comune che da ora in avanti i problemi di alloggio e aiuti per le prime necessità saranno destinati ad aumentare.

Tra chi si occupa di accogliere degnamente queste persone (in grandissima parte madri con figli piccoli o adolescenti, oppure ragazzi da soli) c’è il Coordinamento Rete Immigrazione della Provincia di Belluno. Una realtà unica a livello veneto (rappresenta 28 paesi del mondo raccolti in oltre 20 realtà associative) presieduta da Shyti Artann che in collaborazione con l’associazione “Ucraina +” (che è membro attivo del coordinamento della rete) si sta prodigando per dare sicurezze ed accoglienza a chi fugge dalla guerra.

Sono due, al momento, le linee di intervento. Da un lato la raccolta e l’invio di materiali di prima necessità. Nei giorni scorsi è arrivato a Leopoli un primo Tir carico di generi alimentari, medicinali e capi di vestiario: 22 tonnellate di materiale, raccolti grazie all’aiuto (anche logistico) del Comitato d’Intesa, che ha pure pagato interamente i costi per la spedizione, pari ad oltre 1.000 euro. «Per la raccolta dei generi di prima necessità ci hanno aiutato in molti – spiegano Ivanna Petryna, presidente di “Ucraina +” e Gianluca Corsetti, presidente del Csv – tra i quali, in ordine sparso, Super W e Kanguro, ma anche aziende come la Fedon, che ha messo a disposizione gratuitamente oltre 3.000 mascherine chirurgiche e riutilizzabili, oltre a 2.000 confezioni di gel disinfettante». Una generosità senza limiti anche quella delle singole persone. Come don Alberto, dei Salesiani dell’istituto Don Bosco, che ha fatto una consistente donazione in denaro.

La seconda linea di intervento riguarda principalmente l’accoglienza a scuola dei bambini e ragazzi ucraini. Molti di loro stanno seguendo in Dad le lezioni, direttamente in collegamento con il loro paese di origine. Ma c’è anche la necessità di preparare al meglio chi dovrà andare a scuola qui. A questo proposito il Coordinamento Rete Immigrazione ha convocato per venerdì 1° aprile una riunione con le varie associazioni presenti nel territorio per un coordinamento delle attività.  È stata stabilita una collaborazione con l’Ufficio Scolastico Provinciale. Dopo un positivo confronto su vari argomenti si è deciso di attendere le regole regionali di inserimento per lavorare tutti sulla stessa linea e di conoscere bene i bisogni dei bambini e famiglie.

Verrà fatta una mappatura delle risorse ucraine che vivono da anni sul territorio bellunese in modo che possano collaborare nelle attività di mediazione, traduzione e accoglienza.  Milena Maia (presidente Coordinamento) e Ivanna Petryna stanno preparando una lista dei mediatori e traduttori Ucraini da inviare a tutte le scuole della provincia. Sono stati già reperiti 20 mediatori.

In estate, probabilmente, il quadro sarà più chiaro, sempre nell’eventualità che la guerra, si spera, sia finita. Si capirà quanti saranno i ricongiungimenti familiari. I maschi ucraini, adesso impegnati al fronte, cosa faranno? Molti di loro, probabilmente, cercheranno una nuova vita vicino alle loro famiglie nei nuovi luoghi di accoglienza. «Ma sono molti – spiega Petryna – quelli che hanno già manifestato la volontà di tornare in Ucraina appena possibile».

In ogni caso, chiosa Corsetti, «da questo esodo forzato, dovuto purtroppo ad un evento tragico, potrebbero nascere delle ottime opportunità per un territorio come il nostro che sconta una grande problematica legata allo spopolamento. Perché la comunità ucraina (che, con oltre 1.300 persone residenti è già adesso la più numerosa comunità estera in provincia) è formata da grandi lavoratori e ha dimostrato di saper fare benissimo rete, anche con il territorio che la ospita».

I cittadini ucraini che desiderano collaborare possono chiamare il numero del Coordinamento, allo 3381991489. Oppure inviare un’email a coord.immigrazione@libero.it Lo stesso indirizzo mail può essere utilizzato dalle associazioni che desiderano partecipare alla riunione di venerdì 1° aprile.

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