È un rudere. Ma ancora per poco. A breve partirà la demolizione dell’ex base Nato di Cima Grappa. Un’operazione attesa da tempo e mai decollata, sempre per piccoli cavilli burocratici. Adesso però c’è una data fissata sul calendario: 26 ottobre.
La demolizione è stata annunciata ieri (19 ottobre) dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini, con un messaggio al deputato bellunese Dario Bond, che si era interessato da vicino alla questione.
La vecchia costruzione militare risale alla fine degli anni Sessanta. Sul Grappa, infatti, a oltre 1.700 metri sul livello del mare, l’Aeronautica militare italiana aveva installato una base missilistica, armata con una batteria di missili Nike-Hercules, appartenente al 64° Gruppo intercettori teleguidati, con il compito principale di proteggere lo spazio aereo nazionale. Con la caduta della cortina di ferro, l’area è caduta in disuso e oggi è un rudere. Le amministrazioni comunali del Grappa hanno tentato più volte di accelerare la riqualificazione dell’area. Ma cavilli di vario genere hanno sempre ritardato le operazioni. Non ultimo il problema dello smaltimento del materiale che la demolizione inevitabilmente lascia.
Adesso, però, sembra davvero arrivata la parola fine. Ad annunciare la data di avvio lavori ci ha pensato il deputato Dario Bond, dopo aver ricevuto comunicazione dal ministro della difesa, Lorenzo Guerini. «La demolizione è passata una settimana fa in comitato tecnico di valutazione d’impatto ambientale. E lo sblocco della vicenda mi è stato comunicato dal ministro Guerini, anche a seguito di un mio interessamento» dice Bond. «Ora dunque si può accelerare nella riqualificazione di una zona che recentemente è entrata nelle liste dell’Unesco come riserva della biosfera: anziché cominciare i lavori nella primavera 2022, come sembrava inizialmente, vedremo uomini e mezzi all’opera già a fine mese».
I lavori non dovrebbero durare molto. Investimento da 300mila euro.





