Addio ad Angelo De Paoli, fu tra i fondatori della Ceramica Dolomite

Addio ad Angelo De Paoli, fu tra i fondatori della Ceramica Dolomite

Un tragico destino lo ha portato via proprio nei giorni in cui la sua “creatura” più amata tornava alla vita. Angelo De Paoli, 85 anni, è morto ieri in seguito alle ferite riportate nell’incidente stradale di mercoledì scorso, quando in Via Feltre a Belluno la sua Suzuki Celerio si è scontrata con la Nissan Micra condotta da un 27enne bellunese. Dopo il trasporto in ospedale le sue condizioni apparvero subito molto serie, ma nei giorni seguenti sembrava che potesse esserci un miglioramento: invece la situazione si è aggravata velocemente, fino al tragico epilogo.

Il nome di Angelo De Paoli è legato alla storia industriale della nostra provincia. Nel 1965, assieme ad altri due soci (Attilio Bandiera e Aldo Pessot) manager della Ceramica Scala di Orcenico, fondò a Trichiana la Ceramica Dolomite. Un’industria che ha contribuito a cambiare le sorti di un intero territorio e che è cresciuta fino a diventare una delle aziende di riferimento mondiale nel settore della ceramica da bagno. Negli anni novanta, poi, l’entrata del gruppo inglese Blue circle e, nel 1999, l’acquisizione da parte della multinazionale del settore American Standard Companies, proprietaria del brand Ideal Standard.

E per un’incredibile trama del destino, proprio giovedì scorso (12 maggio), poche ore dopo l’incidente costato poi la vita a De Paoli, la Ceramica Dolomite di Trichiana ha vissuto l’ultimo atto formale che le ha garantito di continuare ad esistere, dopo l’annuncio della chiusura da parte di Ideal Standard lo scorso ottobre: la firma sull’accordo di trasferimento dei lavoratori alla cordata che ha acquisito il sito industriale.

«Con Angelo De Paoli se ne va un pezzo importante di imprenditoria bellunese. Ai suoi cari e a chi lo ha conosciuto va il mio personale cordoglio e quello dell’associazione che rappresento – il ricordo della presidente di Confindustria Belluno – Dolomiti, Lorraine Berton -. De Paoli faceva parte di quei capitani d’industria che hanno consentito alla nostra provincia di diventare patria della manifattura d’eccellenza. La sua avventura umana e imprenditoriale è legata indissolubilmente a quella della Valbelluna, territorio che gli deve moltissimo»

(Nella foto un’immagine del tragico scontro)

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