«A Zaia non interessa la salute dei bellunesi». Duro affondo del Pd

«A Zaia non interessa la salute dei bellunesi». Duro affondo del Pd

La goccia che fa traboccare il vaso è quella dei fondi per l’ammodernamento del sistema sanitario: «Neanche una lira al Bellunese» attacca il Partito Democratico. Che torna a parlare di sanità e stigmatizza l’atteggiamento di «servilismo nei confronti di Zaia, tutto a scapito degli interessi dei cittadini di una provincia la cui peculiarità geografica determina distanze impensabili in pianura per accedere a servizi salvavita essenziali; servizi che sono la prima condizione per contrastare lo spopolamento soprattutto delle terre alte».

«La giunta regionale ha stanziato per altre Ulss 562 milioni di euro, ma neppure una lira per l’ammodernamento delle strutture sociosanitarie degli ospedali bellunesi – sottolinea Roberto De Moliner, segretario dell’unione comunale del Pd -. E questo si unisce al fatto che ospedali periferici al momento non sono in gado di garantire l’operatività di servizi salvavita, senza contare lo stato in cui versa l’ospedale San Martino di Belluno, via via spogliato di sevizi, funzioni e professionalità».

Il Pd non si limita all’attacco. Fa anche una lunga lista di cosa non va. «La pediatria di Belluno si trova a operare con solo tre medici e tutti i rimanenti turni vengono affidati a ditte e cooperative esterne – continua De Moliner -. L’unità di neurochirurgia che doveva eseguire interventi selezionati in emergenza di fatto svolge solo attività ambulatoriale e gli interventi sono trasferiti tutti a Treviso. Il reparto di dermatologia è ancora in grave carenza di organico. Il reparto di medicina sotto organico determina situazione di sofferenza per i servizi di endocrinologia e diabetologia. In oculistica privata, l’unico medico con altissima specializzazione nella cura delle patologie oculari pediatriche da diversi mesi opera in un’altra struttura regionale. La cardiologia ha visto il trasferimento di tre medici verso altri ospedali e rimane comunque in una carenza di medici che al momento non trova soluzione. La gastroenterologia ha visto nei mesi scorsi, a causa del trasferimento di due medici ad altre strutture ospedaliere, la reiterata scopertura dei due posti vacanti. Infine, il servizio di elisoccorso notturno annunciato in partenza imminente nel 2017 è ancora fermo al palo».

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