La Politica Agricola Comune cambia volto. Con il voto dell’8 ottobre, l’Europarlamento ha approvato una riforma che punta a ridurre gli oneri burocratici e a tutelare il reddito degli agricoltori, in un contesto economico sempre più instabile.
Il pacchetto, sostenuto con ampia maggioranza, introduce misure di semplificazione amministrativa e nuove disposizioni per rafforzare il ruolo degli agricoltori nelle filiere agroalimentari. Tra le novità principali, l’esenzione dagli obblighi di condizionalità ambientale per le aziende agricole con meno di 10 ettari e una maggiore flessibilità per gli Stati membri nella gestione dei pagamenti diretti e degli interventi di crisi. Inoltre, vengono rafforzati gli strumenti che aumentano la trasparenza e l’equità dei contratti nella filiera alimentare, promuovendo l’attività di cooperative e organizzazioni di produttori.
A sostenere con forza la riforma è stato il Partito Popolare Europeo (PPE), che ha ribadito l’urgenza di alleggerire il carico burocratico per le piccole e medie imprese agricole e di garantire un reddito equo agli operatori del settore.
Herbert Dorfmann, coordinatore PPE nella Commissione Agricoltura, ha espresso in plenaria il suo pieno sostegno: «La semplificazione della PAC rappresenta un passo fondamentale per sostenere concretamente i nostri agricoltori. Ridurre la burocrazia significa liberare tempo e risorse per dedicarsi a innovazione e sostenibilità. È indispensabile assicurare un reddito equo per chi ogni giorno si impegna a garantire la sicurezza alimentare e la cura del territorio». Il PPE ha confermato il proprio impegno a migliorare ulteriormente le normative, cercando un equilibrio tra sviluppo sostenibile e competitività del settore primario.





