Frane, disagi stradali e tagli al trasporto pubblico stanno mettendo a dura prova lavoratori e cittadini della provincia di Belluno. Le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil lanciano l’allarme: «Basta interventi sconnessi. Serve subito un tavolo permanente di confronto con Dolomitibus, Provincia, enti locali e aziende».
Pendolari penalizzati, territori isolati
I problemi si sommano: in Cadore le frane rallentano o bloccano il traffico, costringendo molti pendolari stagionali a ricorrere a navette private (anche a 30 euro) per raggiungere Cortina da San Vito. Nel frattempo, le zone industriali del Bellunese affrontano i tagli alle corse estive, creando ulteriori ostacoli alla mobilità dei lavoratori».
«Il diritto a muoversi va tutelato sempre»
«Capiamo le difficoltà del settore – dicono Denise Casanova (Cgil), Francesco Orrù (Cisl) e Sonia Bridda (Uil) – ma non si possono sacrificare i lavoratori. Il trasporto pubblico va rafforzato, non tagliato. In montagna, dove le alternative sono poche, garantire la mobilità è un dovere».
Infrastrutture da ripensare, Olimpiadi occasione mancata
A farsi sentire anche Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti: «La Valle del Boite va messa in sicurezza, la strada per le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 deve diventare priorità nazionale. Serve una corsa contro il tempo e un forte impegno per le terre alte». Secondo Berton, l’evento olimpico rischia di lasciare ben poca eredità infrastrutturale ai bellunesi, mentre i disagi si moltiplicano. La richiesta è chiara: aprire un confronto costante per affrontare in modo strutturale la fragilità del territorio. Perché, come sottolineano i sindacati, «non si può vivere sempre in emergenza».





