Dopo un anno di pausa, La Velenosa è tornata più forte che mai. E il popolo del trail non si è fatto pregare: in oltre mille hanno risposto alla chiamata, rendendo epica la nona edizione della corsa in montagna che si snoda tra i sentieri del Monte Terne, con vista mozzafiato sulle Dolomiti Bellunesi e un finale da brividi sugli scalini della chiesa del paese.
La partenza, alle 10 in punto, ha acceso subito il ritmo e l’adrenalina. Al GPM, primo a scollinare è stato Michael Galassi, ma nella seconda metà del percorso — dove conta davvero — è salito in cattedra Lorenzo Cagnati. Il trentino ha gestito l’ascesa, ha sciolto le gambe in discesa e ha tagliato il traguardo in 1:06’37”, conquistando la sua prima Velenosa. A seguirlo, Galassi (1:07’04”) e Lukas Mangger (1:12’03”). Quarto Luca Fabris, quinto Andrea Pozzer. «Una gara tosta ma bellissima — ha detto Cagnati al traguardo —. Galassi ha tirato in salita, ma in discesa ho trovato il ritmo e sono riuscito ad allungare. Una soddisfazione enorme, soprattutto dopo un periodo difficile. Finalmente ho ritrovato buone sensazioni».










In campo femminile è stata una cavalcata in solitaria per Martina Cumerlato, che ha messo la gara in cassaforte sin dai primi chilometri. Per lei un crono di 1:25’07” e un entusiasmo che traboccava all’arrivo: «Percorso durissimo, non ti lascia respirare. Ma che emozione correre praticamente a casa, con tutto quel calore attorno». Completano il podio femminile Federica Rizzo (1:35’40”) e Ilaria Zuccollo (1:35’57”).










Oltre alla corsa, La Velenosa ha riportato a Bolzano Bellunese una vera festa di sport e comunità: dalla Velenosa Gourmet alla Gravel, passando per il Tifoso Velenoso e la spettacolare Hike&Fly, che ha colorato i cieli sopra la Schiara. Un evento che è molto più di una gara: è un’esperienza che mette insieme fatica, sorrisi e senso di appartenenza.





