Fauna selvatica nel Parco Nazionale, i controlli e i consigli dei Carabinieri Forestali

Fauna selvatica nel Parco Nazionale, i controlli e i consigli dei Carabinieri Forestali

Con il ritorno della primavera, ripartono anche le attività di censimento faunistico da parte dei Carabinieri Forestali nel Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi. Non solo vigilanza, per gli uomini dell’Arma, ma anche supporto tecnico nell’attività di ricerca scientifica svolta dall’Ente Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi.

il monitoraggio

Il Parco svolge una intensa ed importante attività di studio sull’evoluzione delle principali specie di fauna selvatica, con particolare riferimento alle popolazioni di ungulati alpini come cervo e il camoscio, a quelle dei tetraonidi (gallo forcello, gallo cedrone) e dei fasianidi (coturnice), arrivando poi più recentemente anche ai grandi predatori come il lupo.

Quello del monitoraggio condotto dai Carabinieri Forestali sulle principali specie faunistiche presenti all’interno del Parco Nazionale è un compito istituzionale che in realtà non si interrompe mai nel corso dell’anno e che prevede, in base al periodo, l’avvistamento e la registrazione in apposite schede di animali vivi percorrendo dei percorsi campione, o per mezzo di avvistamenti occasionali, utilizzando anche tecnologice avanzate come fototrappole e cannocchiali ad ampi ingrandimenti.

I consigli dell’Arma

L’Arma Forestale lancia un prezioso consiglio tanto agli escursionisti esperti quanto ai “passeggiatori della domenica”: nel bosco l’uomo è l’ospite, mentre la fauna selvatica è la componente che permanentemente ci vive, ed è quindi necessario evitare di provocarle ogni tipo di disturbo. In questo periodo in particolare, negli ambienti montani più in quota, non è difficile incontrare piccoli di cervo, capriolo e camoscio nascosti nell’erba mentre la madre è lontana alla ricerca di cibo. In questi casi si raccomanda che assolutamente, se avvistati, tali animali non devono essere né avvicinati e né toccati, altrimenti potremmo pregiudicarne la loro sopravvivenza perché rischierebbero di essere abbandonati dalla madre. Quindi, se si dovesse trovare un piccolo di ungulato non bisogna accarezzarlo perché l’odore umano allarmerà la madre.

Tuttavia, qualora il piccolo fosse evidentemente ferito, si contatti il Numero Unico di Emergenza 112 fornendo le coordinate della localizzazione del posto.

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