“Le mille e una scuola”: il progetto educativo tra inclusione e territorio

“Le mille e una scuola”: il progetto educativo tra inclusione e territorio

Una piccola scuola dell’infanzia, la “Madonna di Lourdes” di Foen di Feltre, ha deciso di far viaggiare i bambini in un mondo fatto di fiabe, metafore, segni e colori. È nata così “Le mille e una scuola”, un progetto educativo che ha intrecciato narrazione, inclusione e territorio, con l’intento di crescere cittadini consapevoli già dai primi anni.  «L’idea è nata dal desiderio di rendere la narrazione uno strumento non solo didattico – è il commento di Milena Lazzarotto, coordinatrice della scuola – ma soprattutto relazionale ed empatico. Abbiamo scelto fiabe e favole che potessero parlare ai bambini di emozioni, rispetto, natura e diversità, anche attraverso esperienze laboratoriali. Ogni mese, una storia ha guidato le attività, creando un percorso di crescita condivisa». 

Accanto a Milena, la maestra Silvia Endrighetti aggiunge con entusiasmo: «La lettura nell’infanzia è fondamentale: accende l’immaginazione, arricchisce il linguaggio e crea ponti tra mondi diversi. Con Jack e il fagiolo magico abbiamo lavorato sul coraggio e sulla fiducia, ma anche sulla cura della natura. In collaborazione con la presidente del Consorzio di Tutela del Fagiolo di Lamon, abbiamo mostrato ai bambini, grazie alla storia di Dora una pecorella dolce e saggia, come si coltiva una pianta di fagiolo. E poi ci siamo interrogati su personaggi complessi, come il lupo: è davvero sempre cattivo? O può essere solo, frainteso, incompreso? Abbiamo giocato con questa dualità per stimolare nei bambini il pensiero critico e la capacità di vedere oltre le apparenze». 

Inoltre, il maestro Paolo De Nard ha guidato i bambini alla riscoperta del folclore bellunese con l’arte del Kamishibai: «Abbiamo raccontato fiabe della tradizione orale, come quelle della Fatina Piau, del Mazarol e di Paolon Sospirol. Sono storie che un tempo venivano narrate accanto al fuoco, tra le stalle e le cucine di montagna, spesso per spaventare o ammonire i bambini, mettendoli in guardia dai pericoli del bosco o dai comportamenti disobbedienti. Ma oggi quei racconti, pur mantenendo la loro magia e le radici profonde nel territorio bellunese, sono stati riscritti con uno sguardo diverso. Abbiamo scelto di guardarli con gli occhi dei bambini di oggi, trasformando il timore in meraviglia, l’inquietudine in curiosità. Il Mazarol, ad esempio, non è più solo una figura minacciosa, ma un guardiano della natura che detiene il segreto del formaggio: un personaggio misterioso e solitario, da comprendere più che temere. Insieme ai bambini abbiamo dato nuovo senso a queste storie, usandole come strumento per parlare di emozioni profonde — la paura, la rabbia, il bisogno di appartenenza — ma anche di rispetto per ciò che è diverso e per le radici culturali che ci appartengono. Così, quello che era folclore è diventato dialogo. Quello che era superstizione è diventato occasione di crescita». 

Un momento di grande intensità è stato l’incontro con i ragazzi del centro “PortAperta”, come rivela ancora Milena: «Seguiti con grande passione dall’educatrice Marisa, hanno portato in scena le fiabe lette nelle diverse sezioni. È stato un incontro speciale, in cui si sono annullate le distanze: bambini e ragazzi hanno condiviso emozioni, stupore e bellezza. Una vera lezione di inclusione».

Il progetto ha trovato il suo culmine il 30 aprile, con un evento straordinario: la rappresentazione teatrale di Smemorina, una fiaba scritta dall’autrice Francesca Mussoi, presente all’evento: «Smemorina è una nuvola speciale e generosa: riesce a spegnere un incendio e a riportare la luce nel cielo. Una metafora potente di cambiamento, speranza e fiducia nel potere anche dei più piccoli. Un sentito ringraziamento va proprio a Francesca Mussoi: Storie fra le nuvole è un libro capace di parlare al cuore, valorizzando la fantasia e il potenziale emotivo dei bambini», prosegue Milena con un sorriso commosso: «I ragazzi del centro PortAperta ci hanno regalato emozioni uniche con la loro interpretazione della storia di Smemorina. Tutti abbiamo notato come bambini e ragazzi si siano ritrovati in un clima inclusivo, che ha dato vita a momenti gioiosi e ricchi di significato». E così, tra kamishibai, teatro, agricoltura e tradizione, i valori del progetto educativo Le mille e una scuola — elaborato dagli insegnanti Milena, Silvia e Paolo, con la collaborazione dell’assistente scolastica Federica e l’insegnante di sostegno Laura, delle Suore e dell’intero corpo scolastico — hanno insegnato ai bambini che ogni storia contiene un valore, ogni segno una voce, ogni emozione un messaggio da ascoltare». 

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