Meno chilometri, più servizi: Alta Via 2 a misura di escursionista

Meno chilometri, più servizi: Alta Via 2 a misura di escursionista

Adattare la ultracinquantenne Alta Via 2 ai tempi attuali, caratterizzati da un turista diverso, con periodi di vacanza più brevi dei quali poter approfittare. È una delle linee di sviluppo future del percorso escursionistico che da Bressanone arriva a Feltre, del quale si è parlato in un incontro organizzato dal Consorzio Turistico Dolomiti Prealpi, presieduto da Lionello Gorza, che ha messo attorno a un tavolo in Birreria Pedavena operatori bellunesi, trentini e altoatesini. Presenti il direttore dell’Apt di San Martino di Castrozza Manuel Corso con le colleghe che seguono il Dolomiti Palaronda Trek, la direttrice del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Sonia Anelli, il presidente del Cai di Feltre Renzo Zollet, la responsabile Marketing della Fondazione Dmo Dolomiti Bellunesi Elisa Calcamuggi, i consiglieri della Dmo Ennio De Simoi e Lionello Gorza, Sebastiano Slongo per il Comune di Feltre, gli ideatori dell’Alta Via Dolomiti Bellunesi con lo scrittore e divulgatore Teddy Soppelsa.

Nata nel 1969 grazie ai primi escursionisti del Cai di Feltre, nel corso del tempo l’Alta Via 2 ha visto crescere il numero degli escursionisti, prima italiani, poi germanofoni ed europei e infine, dopo il riconoscimento delle Dolomiti come Patrimonio mondiale dell’Umanità, di un numero sempre maggiore di nazionalità. Il percorso è così diventato un prodotto turistico, senza tuttavia una gestione turistica vera e propria. È giunto quindi il momento, hanno convenuto i presenti, di individuare un ente gestore per programmare delle azioni strategiche a medio e lungo termine. 

Diverse le difficoltà da superare, a cominciare dal percorso, molto differente, ad esempio, rispetto all’Alta via 1, con dislivelli più impegnativi, passaggi esposti, scarsa manutenzione di alcuni tratti e tempi di percorrenza piuttosto lunghi nel loro complesso. Sorge l’esigenza di individuare un tratto più breve dell’Alta Via 2 da proporre, specialmente nella parte finale per implementare gli arrivi nel Bellunese, anche in virtù di un turista che si evolve.

A questo proposito Manuel Corso, Direttore dell’APT di San Martino di Castrozza, ha condiviso l’esperienza del Palaronda Trek, un itinerario che ha raggiunto una notevole rilevanza per il loro territorio. «Importante in quel progetto – ha commentato Corso – le azioni partite dal basso e la loro volontà di fare rete, in quanto sono stati i primi a credere in quel progetto e i primi a promuoverlo. Oggi il Palaronda Trek ha raggiunto una notevole rilevanza per il loro territorio, basti pensare che solo nella prossima estate sono stati venduti già circa 800 pacchetti». Un’esperienza che si vorrebbe replicare nel tratto finale dell’Alta Via 2, dal Passo Valles a Feltre. Dove non mancano però le criticità, emerse durante il confronto: mancanza di una caratterizzazione della segnaletica e cartellonistica del percorso, mancanza di un’identità all’entrata dei due Parchi (Paneveggio e Dolomiti Bellunesi) e, lungo il percorso, mancanza di una sistemazione costante della sentieristica, anche per quanto riguarda la parte Agordina.

I trasporti sono un’altra nota dolente, sia per DolomitiBus che per TrentinoTrasporti, condizionati alla modifica degli orari scolastici. Rimarcata anche la mancanza di taxi o di auto sostitutive. Da non sottovalutare, infine, la scarsa preparazione da parte dell’escursionista sia per quanto riguarda l’attrezzatura sia la geografia del territorio e la comunicazione con le agenzie promotrici dell’itinerario nel mondo.

In merito alla sistemazione dei sentieri, la direttrice del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi Sonia Anelli, ha ribadito la possibilità di accedere a fondi dedicati per intervenire, a fianco dell’importante lavoro che viene già effettuato dai volontari del Cai, per la sistemazione della segnaletica anche attraverso una collaborazione con i Comuni coinvolti.

«La nostra volontà di coinvolgere tutti gli interlocutori chiave per definire un cronoprogramma di azioni concrete – conclude il presidente del Consorzio Turistico Dolomiti Prealpi Lionello Gorza – non si risolve esclusivamente con questo primo incontro. Prendiamo atto di ciò che è emerso, soprattutto da parte dei rifugisti in quanto primi promotori di questa offerta turistica e primi attori coinvolti, nella speranza di poter lavorare in collaborazione con loro e altri enti pubblici presenti per portare dei risultati efficienti e propositivi sul territorio»

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