La storia di una donna, per portare l’attenzione sui temi della parità di genere. Al teatro comunale Dino Buzzati arriva Artemisia Gentileschi, anzi Debora Caprioglio. Sarà lei, l’attrice famosa sul piccolo e sul grande schermo, a interpretare e raccontare la vita di Artemisia, artista contro il sistema patriarcale, nella pièce di Roberto D’Alessandro che è più di un monologo e molto più di una narrazione.
La scena è quella dello studio di pittura di Artemisia, e lei è intenta a fare quello che di più ha amato fare nella vita, dipingere. Artemisia capisce da subito quanto è difficile vivere in un mondo di uomini. Eppure in un mondo di uomini il padre, Orazio Gentileschi, la avvia subito a un mestiere in cui le donne non sono nemmeno contemplate, la pittura. Artemisia si distingue rispetto ai fratelli e ha una passione che la tiene ore e ore a disegnare un viso fino a quando non ne coglie la somiglianza. Grazie al padre conosce i più grandi pittori, addirittura Caravaggio. E il padre la affida a un suo amico perché impari e migliori nell’arte della pittura, Agostino Tassi. Ma il Tassi un giorno abusa di lei.
Questo trauma e il processo che ne è derivato, voluto dal padre, segnano tanto profondamente la vita artistica di Artemisia. Tutto quello che ne consegue e tutto quello che lei ha compiuto per affrancarsi e affermarsi in un mondo dominato ferocemente da uomini, la rendono una figura di riferimento per la lotta dei diritti delle donne.
Lo rivela anche la sua pittura che è potentemente drammatica: lo stile è quello caravaggesco, con forti chiaroscuri, con il raggio di luce rivelatore, che nel caso della Gentileschi non rappresenta la grazia di Dio, ma la giustizia divina, che si abbatte su Oloferne per mano di Giuditta o che condanna i vecchioni pronti a importunare la povera Susanna.
L’interpretazione della Caprioglio riesce a dare un tocco particolarmente potente al personaggio storico. E ad accendere l’attenzione su un tema tanto brutale quanto attuale: quello della violenza sulle donne e del ruolo femminile in un mondo maschile e maschilista.
L’appuntamento al Buzzati è per il 19 febbraio. Spettacolo alle 20.45.
Informazioni e biglietti – Scoppio Spettacoli: Tel. 0437 948874 – www.scoppiospettacoli.it





