Piove, ma non è detto che sia un male. Anzi. Lo si vede dal lavoro delle centraline idroelettriche, soprattutto quelle dei piccoli Comuni. Se nel 2022 erano rimaste quasi del tutto inattive, lo scorso anno hanno invece ricominciato a girare (e quest’anno ancora di più). La conferma – indiretta – arriva anche dal bilancio di Bim Infrastrutture, che ha in gestione proprio una serie di mini impianti idroelettrici.
Il conto 2023 è stato approvato ieri (7 maggio) all’unanimità. Positivi i risultati conseguiti dalla società nel corso dell’anno: ricavi a 13 milioni di euro, in aumento di circa 1,3 milioni rispetto al 2022, costi a 7,8 milioni (+300mila euro), margine operativo lordo, differenza tra ricavi e costi, a 5,2 milioni, in crescita di oltre 1 milione di euro rispetto al 2022 per il buon andamento del servizio di distribuzione gas, la maggior produzione di energia da impianti idroelettrici e i minori costi sostenuti. L’utile generato, detratte le imposte, è stato di 1,9 milione di euro. Il patrimonio netto, a fine anno, si è attestato a 44,2 milioni.
BENE LE CENTRALINE
L’energia da fonte rinnovabile complessivamente generata dalle 36 centrali idroelettriche gestite è stata di circa 22,2 GWh, in netto miglioramento rispetto ai 13,7 GWh del 2022: un risultato che ha portato ai Comuni, proprietari degli impianti, ben 2,4 milioni di euro e permesso di evitare emissioni di anidride carbonica pari a 10.500 tonnellate. Di rilievo anche l’energia verde prodotta dalla rete di teleriscaldamento alimentata a biomasse in Comune di Santo Stefano di Cadore, al servizio di circa un centinaio di utenze: nell’anno sono stati distribuiti alla comunità circa 3,4 milioni di kWh, utilizzati per il riscaldamento e la fornitura di acqua calda sanitaria.
INVESTIMENTI
Gli investimenti realizzati sono stati di 1,2 milioni di euro: oltre ad allacciamenti di utenza e sostituzione contatori, è stata potenziata la centrale a biomasse di Santo Stefano, dove è stata installata una nuova caldaia di supporto, con potenza di 1100 kW, in grado di coprire l’intero fabbisogno della comunità in caso di emergenze o blocco temporaneo della principale. Nel corso del 2023, inoltre, la società ha ottenuto un finanziamento di 764mila euro a valere su fondi Pnrr per l’estensione della rete di distribuzione alimentata a biomassa: l’opera, in fase di progettazione e del valore di 2 milioni di euro, si concretizzerà nelle prossime annualità.
«Con questo bilancio di esercizio – commenta Bruno Zanolla, amministratore unico di Bim Infrastrutture – la società si conferma solida dal punto di vista economico-finanziario. Non solo, si chiude definitivamente anche la gestione del servizio di distribuzione del gas metano, da febbraio 2024 passata in capo ad Italgas di Torino. Venendo meno la principale fonte di ricavo, diventa essenziale mettere in atto sinergie per ridurre i costi e valorizzare al meglio quanto realizzato negli anni nel settore delle rinnovabili dai Comuni soci. In quest’ottica, la fusione con Bim Gsp, a cui stiamo lavorando e che ci impegnerà nei prossimi mesi, rappresenta un percorso naturale e doveroso da seguire: porteremo un asset molto strategico per la collettività, che potrà aprire nuovi scenari di sviluppo, anche sostenibile, per il territorio e la montagna bellunese. Pronti, quindi, ad affrontare con i soci le rilevanti sfide che ancora ci attendono, consapevoli che tra le priorità vi sono l’autonomia nella produzione di energia pulita, la decarbonizzazione e la messa a terra di azioni concrete per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici».
Approvata, infine, a maggioranza dei presenti anche la distribuzione ai Comuni soci di 3 milioni di euro di dividendi provenienti da riserve di utili di annualità precedenti. Somme che andranno a beneficio delle amministrazioni locali, per il sostegno delle spese correnti e dei servizi erogati ai cittadini.





