Lupo in Alpago, Animal Protection contro la Regione: «Prevenire, non usare il fucile»

Lupo in Alpago, Animal Protection contro la Regione: «Prevenire, non usare il fucile»

Il lupo continua a dividere. Da una parte la Regione Veneto, che dopo aver ascoltato le esigenze degli allevatori bellunesi ha scritto a Ispra (braccio operativo del Ministero dell’Ambiente), perché in Veneto si possa sparare agli animali più “audaci”, che si avvicinano alle case. Dall’altra, gli animalisti, che dicono assolutamente no al fucile.

A scendere in campo è l’associazione Lndc Animal Protection che chiede all’assessore Corazzari di fermarsi. Corazzari infatti ha inviato una lettera all’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra) chiedendo di derogare la protezione del lupo prevista dall’articolo 16 della Direttiva Habitat, forte dei dati sui lupi presenti in zona Alpago. 

«Chiediamo sia rispettata la Direttiva Habitat attualmente in essere, volta a protegge questi animali che hanno un ruolo fondamentale nell’equilibrio della biodiversità. Invece che facilitare l’uccisione dei lupi, bisogna incentivare l’uso di misure di prevenzione come sosteniamo da tempo bloccando a Belluno e in Veneto una nuova crociata contro i lupi, come quella già partita in Trentino Alto Adige contro la quale stiamo lottando in tribunale» attacca Piera Rosati, presidente Lndc Animal Protection. «Inoltre, se non è possibile identificare il lupo o i lupi responsabili dell’eventuale predazione, quale criterio sarebbe utilizzato per stabilire il numero di uccisioni? Sparare a tanti esemplari quanti si suppone abbiano partecipato alle predazioni? Un’amministrazione lungimirante e attenta all’ambiente dovrebbe incentivare l’utilizzo di metodi di prevenzione, come adeguate recinzioni o la presenza continua di pastori con i propri cani, al fine di attuare una rigorosa tutela di alcune specie animali tra cui proprio il lupo e cercando di mantenere un equilibrio rispettoso di ogni specie, senza azioni crudeli e aggressive». 

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