Dal Comelico al Rodigino, da Padova a Verona. Associazioni, enti, partiti, sindacati, ma anche semplici cittadini. In totale oltre 4000 persone, accomunate dalla volontà di fare sentire la loro voce in difesa della sanità pubblica.
È stato un vero successo la terza manifestazione regionale organizzata dal Covesap (Comitato veneto sanità pubblica) che ieri pomeriggio ha scelto Belluno per ribadire il fermo «no» al depauperamento della sanità pubblica veneta.
Una manifestazione colorata e pacifica, che dal piazzale della stazione ha sfilato lungo le vie del centro di Belluno. Il capoluogo di una provincia dove la carenza di medici e il lento declino di servizi sanitari si fa sentire, soprattutto nei territori più marginali.
Tra i partecipanti non sono mancati alcuni amministratori di area Centrosinistra, oltre che associazioni come Libera. Ma anche tanti singoli cittadini, alle prese con le difficoltà quotidiane di accesso alla sanità, acuite nel periodo post-pandemico.
Grande assente, la politica: «Noi con il mondo politico parliamo tranquillamente – spiega Salvatore Lihart, di Covesap – ma notiamo una sempre maggiore otite in chi dovrebbe invece ascoltare il grido di aiuto di migliaia e migliaia di persone».





