Anche Giovani&Futuro in piazza per la sanità: «Non siamo malati di serie B»

Anche Giovani&Futuro in piazza per la sanità: «Non siamo malati di serie B»

La sanità in montagna è un tema che sta particolarmente a cuore a Giovani&Futuro, associazione nata in Cadore e Comelico poco più di un anno fa e presente oggi con soci e sezioni in gran parte d’Italia.

«Quando raccontiamo la nostra situazione agli amici di Giovani&Futuro che si trovano in altre regioni rimangono pietrificati. Il disagio sanitario nelle nostre valli lo abbiamo portato fino a Bruxelles, quando ci siamo recati nella “capitale d’Europa” insieme ad altri amministratori della provincia: purtroppo, siamo stati tra i pochissimi della delegazione a parlare di questa tematica.

Sabato saremo in piazza al fianco di tantissime persone: meritiamo rispetto e considerazione; non possono esistere in Italia nel 2023 malati di serie A o serie B. Vogliamo lanciare un invito: lasciamo a casa i colori politici e le divisioni, per unirci a un coro unanime di voci che chiede solo una sanità efficiente e accessibile a tutti», è il pensiero del presidente nazionale di Giovani&Futuro Luca Frescura e del vicepresidente Thomas Menia Corbanese.

Accorato anche l’appello di Gloria Pocchiesa Marian, socia di Giovani&Futuro: «Da un anno mi sono fatta portavoce del malato, voce che secondo me mancava ed è fondamentale. Parlare da fuori, seduti al comodo, è troppo facile, ma mentre si prendono decisioni drastiche, drammatiche a livello sanitario, noi affrontiamo le nostre giornate nella paura, nel dolore, nelle difficoltà pratiche e nella complessità psicologica per cercare di reagire. Sì, perché avere, per esempio, una malattia cronica come la sclerosi multipla, che ho addosso, è come avere una ferita aperta e buttarci sopra del sale tutti i giorni. Brucia, brucia così tanto che ti manca il fiato». Gloria vive nelle terre alte: «Da comeliana non posso pensare che se nel mio territorio capitassero tre emergenze “tempo dipendenti” come un ictus, forse uno si salva. Forse, perché la strada è lunga, perché se piove non vola l’elicottero, perché se nevica siamo isolati. Ma noi cosa siamo? Malati diversi?»

E concludono: «Si dice da secoli “l’importante è la salute”: non facciamoci calpestare, non permettiamo che ci costringano al privato. Non rinunciamo alla vita: dire ciò che si pensa, ciò che si sente, non è un delitto. Salvaguardiamo i nostri diritti: se per la malattia una scelta non c’è, per la cura sì. La salute è un diritto di tutti, la sanità privata un privilegio di pochi. Rianimiamo insieme la sanità pubblica, non lasciamo morire il nostro diritto alla salute. Scendete con me a Belluno: uniamoci, perché insieme siamo più forti». 

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