La pista da bob di Cortina? È diventata la pista della discordia.
Come testimoniano le parole del consigliere provinciale, ed ex sindaco di Feltre, Paolo Perenzin: «Chiediamo a tutti gli enti competenti di verificare con urgenza, prima dell’eventuale affidamento dei lavori, se effettivamente l’impianto di Innsbruck è idoneo, e in questo caso, di abbandonare l’ipotesi di Cortina e condividere la proposta austriaca. Chiediamo altresì che tutte le somme stanziate per la realizzazione del “Cortina sliding center” vengano destinate al territorio bellunese, per interventi indispensabili al fine di migliorare la qualità della vita dei residenti, in ottemperanza a quanto previsto dal dossier di candidatura delle Olimpiadi». E ancora: «Al consiglio provinciale è stato detto che la pista era espressamente richiesta dal Cio, mentre – al contrario – il Cio ha sempre chiesto al presidente Zaia di usare un altro impianto, già esistente. L’impianto di Cortina ha costi ambientali ed economici non sostenibili».
Sulla stessa linea di pensiero, i consiglieri regionali del Pd Veneto, Andrea Zanoni e Anna Maria Bigon: «Siamo stati in sopralluogo, accompagnati da un gruppo di residenti, nell’area del cantiere dove è in demolizione la vecchia pista da bob di Cortina. E abbiamo preso visivamente atto dell’insostenibilità ambientale della nuova opera. Basta soltanto guardare al bellissimo lariceto, costituito da alberi secolari, che verrebbe distrutto. E poi chi pagherà i soldi di manutenzione, pari a 45 milioni di euro nei prossimi 30 anni?».
I nodi non mancano: «Oltre al costo di realizzazione, pari a 124 milioni di euro, l’impianto richiederà un esborso annuo di 1,5 milioni di euro per le sole manutenzioni. Tutto questo mentre il Cio ci dice da oltre un anno di non sprecare risorse, individuando Innsbruck come sede appropriata. Infatti, con appena 10-15 milioni al posto dei 124 si può adeguare la pista austriaca alle gare olimpiche, risparmiando ben 110 milioni in opere e oltre 45 in future manutenzioni. Ribadiamo la domanda cruciale: chi pagherà i 45 milioni di euro di manutenzioni? Il Comune di Cortina? La provincia di Belluno? Tutti i cittadini del Veneto? Esigiamo risposte».





