Sarà che il tema squali quest’estate è quanto mai attuale (con l’uscita nelle sale dell’atteso film “Shark 2 – L’abisso” e con i numerosi avvistamenti nei mari italiani) o sarà che potersi trovare faccia a faccia con dinosauri e animali vissuti centinaia di milioni di anni fa rappresenta un’esperienza affascinante. Fatto sta che la mostra “Evolution. Storie di cambiamento”, a Selva di Cadore si conferma un successo: ben 7mila visitatori nel primo mese e mezzo di apertura, provenienti da tutto il Veneto ma anche da fuori regione.
L’esposizione è stata inaugurata lo scorso 8 luglio, annunciata dalla riproduzione del gigantesco megalodonte (l’antenato dello squalo) che campeggia sulla terrazza del Museo Vittorino Cazzetta. E riporta sulle Dolomiti i dinosauri e altri animali preistorici, ricostruiti con rigore scientifico e a grandezza naturale, ponendosi in continuità con la proposta dell’estate 2022, “Dinosauri in carne e ossa. Val Fiorentina – Dolomiti ‘Le origini’”. Di fatto, fa luce su un nuovo avvincente capitolo della storia della vita sulla Terra e nello scenario della Val Fiorentina.
Il megalodonte e gli altri modelli di dinosauri e animali preistorici riprodotti a grandezza naturale e con l’aspetto che dovevano avere in vita sono stati ricostruiti da Geomodel, azienda specializzata nella ricostruzione di animali preistorici a grandezza naturale, in base agli studi scientifici di un team interamente italiano con la consulenza di paleontologi professionisti. Il format, unico nel suo genere, ha l’obiettivo di coinvolgere il pubblico (ragazzi e adulti) trasformando la visita in una vera e propria esperienza nel vasto mondo della paleontologia e in particolare quella nazionale. Il percorso espositivo è stato ideato e realizzato dal paleontologo Simone Maganuco.
La mostra approfondisce vari aspetti: dall’uscita dall’acqua dei primi vertebrati, alla conquista della terraferma, fino alla comparsa dei rettili e poi dei primi mammiferi, il passaggio evolutivo dai dinosauri all’origine degli uccelli, dagli errori di Jurassic Park ai paleoartisti di ieri e di oggi (i nostri antenati Sapiens, ma anche i nostri “cugini” Neandertaliani, ispirati dall’osservazione della natura e degli animali che abitavano le stesse regioni), fino all’incontro a tu per tu con lo squalo megalodonte.
Si può scoprire, infatti, che diverse specie in mostra erano presenti anche sulle Dolomiti quando, nel Triassico, tra i 251 e i 199 milioni di anni fa, si presentavano come un paesaggio in cambiamento tra mare, isole vulcaniche e barriere coralline, simili alle attuali Bahamas e alla costa continentale: qui non si hanno tracce dello squalo megalodonte (specie vissuta in epoche successive e che regnava incontrastata nelle acque costiere dell’Oceano Indiano, dell’Atlantico e del Pacifico), tuttavia sono stati rinvenuti tra le rocce resti di rettili marini come l’Ittiosauro e altri animali, che verranno valorizzati nel percorso espositivo.
La mostra sarà visitabile fino al 22 ottobre. Nella frazione di Santa Fosca, inoltre, fino al 17 settembre sarà visitabile il percorso esterno dedicato ai dinosauri, con numerose novità come un enorme Diplodocus impennato (di circa 10 metri di altezza), un allosauroide predatore e un coccodrillo gigante Sarcosuchus.
Informazioni: museoselvadicadore@gmail.com, tel. 0437.521068.





