Niente addizionale Irpef regionale. Frutterebbe 300 milioni in più di servizi

Niente addizionale Irpef regionale. Frutterebbe 300 milioni in più di servizi

«Anche l’anno prossimo niente addizionale Irpef». Lo ha detto il presidente della Regione Veneto Luca Zaia qualche giorno fa, annunciando l’approvazione in giunta del bilancio di previsione 2024, del valore di 18 miliardi di euro.

Zaia ormai ha fatto del blocco dell’addizionale Irpef una bandiera della sua azione politica. Nonostante da più parti arrivino richieste di tipo diverso. Sì, perché l’addizionale Irpef, una volta applicata – al livello base – genererebbe circa 300 milioni di euro in più, utilizzabili dalla Regione per erogare servizi ai cittadini veneti.

Ma quanto verrebbe “prelevato” dalle tasche dei contribuenti? Dipende. Ai quattro scaglioni ufficiali (0-15mila euro di reddito; 15-28mila euro; 28-50mila; oltre i 50mila) le Regioni possono aggiungere ulteriori balzelli, che vengono scelti in maniera differenziata nelle varie zone d’Italia. A oggi, ad esempio, in Emilia Romagna, ad esempio, il primo scaglione paga l’1,33%. Secondo alcune stime, basterebbe inserire l’Irpef dal secondo scaglione (quello con un imponibile da 15 a 28mila euro), facendo versare a chi guadagna uno stipendio normale circa 44 euro all’anno, poco meno di 4 euro al mese. Poi si aumenterebbe proporzionalmente: chi guadagna di più verserebbe di più.

Tutto rimane però nel campo delle possibilità. Perché Zaia e la Regione hanno deciso di non toccare l’addizionale Irpef neanche per il prossimo anno. 

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