Giovani&Futuro celebra il primo anniversario: «Continueremo a dare risposte»

Giovani&Futuro celebra il primo anniversario: «Continueremo a dare risposte»

’associazione Giovani&Futuro spegne la prima candelina. 

Solo 12 mesi per l’associazione nata dall’idea di alcuni giovani amministratori cadorini e comeliani, ma sufficienti per estendere il progetto in varie parti d’Italia e non solo. Una realtà che conta a oggi soci e sezioni in dieci regioni italiane, impegnate nelle battaglie dei rispettivi territori, e vanta anche una sezione estero, creata per cercare di raccogliere tutti i giovani italiani che lasciano il nostro Paese per lavoro o per mancanza di opportunità. I soci più lontani? In Basilicata. 

Una bandiera, quella di Giovani&Futuro, capace di abbracciare giovani e non solo da nord a sud, di valorizzare esperienze e sensibilità diverse, in modo da dare risposte concrete ai bisogni dei territori dove l’associazione opera. «La prima campanella è suonata il 23 luglio di un anno fa a Tai di Cadore, in una sala semivuota», ricordano con simpatia Luca Frescura e Thomas Menia Corbanese, rispettivamente presidente e vice presidente nazionale di Giovani&Futuro. Il 28 luglio di un anno fa, la prima “battaglia”: il taglio dell’Iva su legna da ardere e pellet. 

«In quelle settimane – esordisce Frescura – teneva banco il tema dell’aumento del gas. Nessuno parlava del pellet o della legna, beni di primissima necessità in montagna. Ripensando ad alcune teorie e nozioni che mi aveva insegnato il mio professore di economia politica alle superiori, ho ritenuto probabile un aumento spropositato anche dei beni sopracitati, necessari al riscaldamento dei nostri locali domestici. Prendo così il telefono e contatto Thomas, proponendo di scrivere una lettera all’allora ministro dell’Economia, Daniele Franco, per chiedere il taglio dell’Iva. “È bellunese, conosce sicuramente la nostra situazione”, pensai. Inutile dire che Thomas ha deciso di sostenermi in questa iniziativa, che poteva sembrare una pazzia. Ma che ha portato i suoi frutti». Perché il taglio dell’Iva sul pellet diventa realtà nella legge di Bilancio del 2023: «Siamo stati i primi a proporre questa misura, anche se il merito è delle forze politiche che l’hanno appoggiata a Roma. Noi siamo contenti di aver dato il nostro contributo, che ha aiutato tante famiglie bellunesi e non solo. In questi mesi abbiamo ricevuto ringraziamenti da varie parti d’Italia e abbiamo sentito il calore di tante persone. A fine settembre sarò in Valle d’Aosta: un invito che ho accettato con grande piacere. Non vedo l’ora di incontrare gli amici di questa regione», conclude Frescura. 

Un’altra “crociata” riguarda il diritto alla salute: «In dicembre – prosegue Menia Corbanese – ci siamo impegnati con decisione e spirito propositivo per proporre soluzioni contro la chiusura del Pio XII di Misurina, istituto d’eccellenza nella cura dell’asma infantile. Abbiamo proposto il crowdfunding, una delle poche idee prese in considerazione dall’amministrazione della struttura, idea per la quale anche il tg regionale della Rai ci aveva dedicato un servizio. Negli ultimi mesi abbiamo scritto ai ministri Schillaci e Abodi e alle amministrazioni regionali per fare luce sul problema della salute mentale: abbiamo ricevuto solo la risposta del presidente della Provincia autonoma di Bolzano, Arno Kompatscher, che ringraziamo. Siamo convinti che curarsi sia un diritto, non un privilegio di pochi». Successivamente abbiamo trattato il tema del diritto allo studio, aiutati dai vari rappresentanti degli studenti presenti nel nostro gruppo: è fondamentale dare delle opportunità ai nostri giovani, a 360 gradi. 

Tra gli altri temi trattati spiccano la sicurezza sul lavoro e il rilancio economico delle imprese attraverso aiuti mirati e strutturali. «Moltissime sono in ginocchio. Senza imprese non c’è lavoro e ogni saracinesca che chiude rappresenta uno schiaffo al presente e al futuro del nostro Paese. Alcune cose sono state fatte, ma non bastano: serve fare di più», aggiunge Frescura. 

Infine, il viaggio a Bruxelles dello scorso maggio: «Un’opportunità straordinaria per noi, perché ci permette di interfacciarci con amministratori di varie parti d’Europa, collaborando anche a distanza sulle piattaforme a nostra disposizione, guardando come in altre parti d’Europa riescano a risolvere problemi analoghi ai nostri con soluzioni replicabili. Intendiamo sfruttare una simile occasione per portare con ancora più forza le istanze e la voce del nostro territorio», il pensiero di Menia Corbanese. 

«È stato un anno intenso – tira le somme Frescura – difficile individuare il momento simbolo. Io e Thomas siamo partiti dal nulla, mentre oggi possiamo contare sulle forze di tutti i nostri soci e di tutte le nostre sezioni. Non ci fermeremo ora e continueremo a lavorare non per noi, ma per le persone che ogni girono ci scrivono e ci chiedono un aiuto e una parola di conforto». 

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