«Gli investimenti per il dissesto idrogeologico, per le piccole opere, per il verde urbano e per le infrastrutture sociali e di comunità previste sul Pnrr passeranno su altri fondi statali o europei? I ministri e i dipartimenti non cambino le regole del gioco e della gestione. Anzi, le semplifichino». Ad affermarlo è Marco Bussone, presidente dell’Uncem.
«Tanta e troppa burocrazia. Se per le opere oggetto delle modifiche che verranno discusse dal Governo, con il Ministro Fitto in testa, con Bruxelles, vi saranno dei cambiamenti di contenitore: non si infici il contenuto e lo svolgimento degli interventi. Che invece ha rischia di subire un rallentamento. Non siamo certamente noi a volerlo. Si tolgano piuttosto dal centro, dallo Stato, ingessature nella spesa e si risolvano problematiche, per velocizzare il piano, gli investimenti, per agevolare Comuni e altri beneficiari. Nessun Comune si tira indietro, e ben venga qualche anno in più. Ma in particolare sul dissesto e sulla riduzione del rischio idrogeologico, sulla prevenzione sismica, sui servizi ai cittadini, a partire dagli asili, abbiamo bisogno di un contesto normativo e organizzativo, benedetto da Bruxelles, che acceleri gli interventi».
Bussone cita il presidente della Repubblica: «Il suo monito è per noi importantissimo. Servono velocità ed efficacia per spendere bene. E servono regole semplici. Le regole del Pnrr che hanno aumentato le anticipazioni di cassa a inizio lavori non bastano. Si metta in campo un fondo rotativo forte e ben dotato che permetta ai Comuni di avere velocemente le risorse per pagare le imprese. Moltissimi enti sono già in crisi, con progetti da un milione o più ma senza polmone finanziario, pronti a fermare le opere visto che dopo ogni rendicontazione devono attendere mesi e mesi per avere gli accrediti di fondi Pnrr sui conti correnti degli enti locali. Non va bene. Su questo fronte in particolare attendiamo modifiche e soluzioni».





