Quattro ricoveri per legionella. L’Ulss rassicura: «Casi in linea con gli anni scorsi»

Quattro ricoveri per legionella. L’Ulss rassicura: «Casi in linea con gli anni scorsi»

Quattro persone sono ricoverate in ospedale per legionella. Una in particolare si trova in rianimazione a Padova. Scatta inevitabile la paura nel Bellunese, anche perché si tratta di un’infezione che può comportare diverse complicazioni. Ma l’Ulss rassicura: i casi sarebbero in linea con gli anni scorsi.

IN RIANIMAZIONE

Dei quattro casi segnalati nell’ultima settimana, uno è particolarmente grave. Si tratta di un paziente di 51 anni residente a Belluno ricoverato in rianimazione a Padova. L’uomo lavora in attività di sfalcio erba, ma non è detto che abbia contratto la legionella in ambito professionale.

Rimane ricoverato a Pieve di Cadore, in miglioramento clinico, un 90enne residente a Venezia che aveva soggiornato da inizio luglio ad Auronzo in appartamento in affitto. Ricoverato in pneumologia a Belluno anche un uomo di 71 anni residente a Sospirolo che ha soggiornato fino alla prima settimana di luglio a Bibione in appartamento di sua proprietà. Infine, il quarto caso è quello di un uomo di 69 anni residente a Fonzaso, ma domiciliato in Molise, arrivato da poco nella casa di residenza, e attualmente ricoverato in pneumologia a Feltre. 

I tre casi ricoverati in Ulss Dolomiti rispondono alle terapie, sono sfebbrati e sono in miglioramento clinico. I tecnici del Dipartimento di Prevenzione hanno pianificato i campionamenti di acqua nelle abitazioni private dei pazienti (i risultati sono attesi tra due settimane). Sono state effettuate le comunicazioni di rito alle altre Ulss interessate.

«CASI IN LINEA CON GLI ANNI SCORSI» 

L’Ulss intanto conferma che non sono stati riscontrati collegamenti epidemiologici tra i pazienti, tutti provenienti da contesti abitativi privati. 

«La casistica segnalata, peraltro, è compatibile con i dati di incidenza in altri territori ed è in linea a quella registrata in Ulss Dolomiti lo scorso anno» fa sapere l’azienda sanitaria. «Tra giugno e luglio 2022, infatti, i casi di legionellosi registrati in Ulss Dolomiti erano stati 6 (12 in totale nell’anno). Tra giugno e luglio 2023 i casi registrati ad oggi sono 5 (6 in totale nel 2023)».

CHE COS’È LA LEGIONELLA?

La Malattia del Legionario, più comunemente definita legionellosi, è un’infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila. 

Le legionelle sono presenti negli ambienti acquatici naturali e artificiali: acque sorgive, comprese quelle termali, fiumi, laghi, fanghi, ecc. Da questi ambienti raggiungono quelli artificiali, come condotte cittadine e impianti idrici degli edifici, quali serbatoi, tubature, fontane e piscine, che possono agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo, creando una potenziale situazione di rischio per la salute umana.

La legionellosi viene normalmente acquisita per via respiratoria mediante inalazione, aspirazione o microaspirazione di aerosol contenente Legionella, oppure di particelle derivate per essiccamento. Le goccioline si possono formare sia spruzzando l’acqua sia facendo gorgogliare aria, o per impatto su superfici solide. Per esempio impianti di irrigazione, soffioni della doccia, ecc.

Fattori predisponenti la malattia sono l’età avanzata, il fumo di sigaretta, la presenza di malattie croniche, l’immunodeficienza. Il rischio di acquisizione della malattia è principalmente correlato alla suscettibilità individuale del soggetto esposto e al grado d’intensità dell’esposizione, rappresentato dalla quantità di Legionella presente e dal tempo di esposizione. 

Malgrado il carattere ubiquitario di Legionella, la malattia umana rimane rara; i tassi d’attacco nel corso di focolai epidemici sono bassi, inferiori al 5%.

LA MALATTIA

La Malattia del Legionario, dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni (in media 5-6 giorni), si manifesta come una polmonite infettiva, con o senza manifestazioni extrapolmonari. La sindrome pneumonitica non ha caratteri di specificità né clinici né radiologici. Nei casi gravi può insorgere bruscamente con febbre, dolore toracico, dispnea, cianosi, tosse produttiva associati all’obiettività fisica semeiologica del consolidamento polmonare. Nei casi meno gravi l’esordio può essere insidioso con febbre, malessere, osteoartralgie, tosse lieve, non produttiva. A volte possono essere presenti sintomi gastrointestinali, neurologici e cardiaci; alterazioni dello stato mentale sono comuni. Tra le complicanze della legionellosi vi possono essere: ascesso polmonare, empiema, insufficienza respiratoria, shock, coagulazione intravasale disseminata, porpora trombocitopenica e insufficienza renale. La polmonite da Legionella non ha quindi caratteristiche cliniche che permettano di distinguerla da altre forme atipiche o batteriche di polmonite comunitaria. Come tale va sempre sospettata sul piano clinico tra le infezioni polmonari comunitarie e nosocomiali e, per questo motivo, la diagnosi di laboratorio deve essere considerata complemento indispensabile alle procedure diagnostiche cliniche.

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