Quello legato al disastro del Vajont non è un tema facile ed è ancora dibattuto, ma i bambini desiderano capire, conoscere e imparare. Sono stati proprio loro, gli alunni delle classi quarta e quinta della scuola primaria di Bolzano Bellunese, ad esprimere il bisogno di saperne di più sulla tragedia del 9 ottobre 1963. Perciò hanno visionato testimonianze, affrontato letture, percorsi di conoscenza. E ospitato in classe Micaela Coletti.
Sopravvissuta alla sciagura, ha raccontato di aver percepito una forza terribile che sembrava risucchiare lei e il suo letto verso il terreno e, sentendo delle punte conficcarsi negli occhi, si è portata le mani al volto per poi essere scaraventata lontana da casa con il materasso. È stata forse la combinazione di materasso e bolla d’aria, creata dalle mani, a far sì che si salvasse e che i primi soccorritori trovassero la sua mano e il suo piede che spuntavano dal terreno. «Pensavo di essere in un sogno. Anche quand’ero in ospedale non capivo cosa fosse successo e nessuno me lo aveva spiegato. Ancor oggi, a volte, mi sembra che sia stato tutto un terribile incubo». I bambini sono stati abili a raccontare in disegni e temi quanto hanno interiorizzato della vicenda umana di Micaela e del Vajont.
Invece gli studenti di quinta si sono soffermati sulla mostra allestita dall’Ana a palazzo Bembo, incontrando il signor Ivan Olivier che ha raccontato la sua esperienza di sopravvissuto. Hanno attinto emozioni a piene mani dalla testimonianza e dalle immagini che raccontano una Longarone che non c’è più: una diga capolavoro d’ingegneria, ma anche un disastro annunciato che in una manciata di minuti ha spezzato la vita di duemila persone. La mostra, inoltre, ha dato un messaggio fondamentale, tanto agli alunni di quinta quanto, al gruppo di bambini di quarta che autonomamente ha visitato l’esposizione, sottolineando il valore della solidarietà e dell’impegno civile. Non a caso la mostra s’intitola “L’onda di solidarietà”, a sottolineare l’importanza che ha avuto la tempestività dei soccorsi.
Il prossimo anno scolastico, prendendo spunto dalle iniziative correlate al 60. anniversario del disastro del Vajont i bambini proseguiranno il loro percorso di conoscenza di quando accaduto.










