Accoglienza migranti, cambiano le regole: sindaci soddisfatti

Accoglienza migranti, cambiano le regole: sindaci soddisfatti

Apertura di altri Centri di accoglienza straordinaria e minori adempimenti per i Comuni. Sono queste le due novità comunicate dal Prefetto Mariano Savastano alla trentina di amministratori dei Comuni bellunesi che ieri mattina hanno partecipato al tavolo prefettizio per l’accoglienza dei migranti. 

Un’emergenza che sta mettendo in crisi i primi cittadini, alle prese con carenza di alloggi e impossibilitati a garantire tutti gli adempimenti previsti dai decreti governativi. Dopo giorni di malumori più o meno striscianti, oggi l’incontro ha portato buone nuove, come spiega Alex Segat, vicesindaco di Limana: «L’incontro è stato positivo. Grazie alla dichiarazione di stato di emergenza da parte del governo sarà presto possibile stipulare nuovo accordi tra comuni e prefettura decisamente più semplice. La convenzione sarà molto snella e operativa, e permetterà anche un ristoro più semplice delle spese sostenute».

Da metà aprile il governo ha infatti nominato il prefetto Valerio Valente come commissario delegato per la gestione dell’accoglienza dei migranti. Valente ha emanato un nuovo decreto che riduce gli adempimenti ai quali devono sottostare i Comuni che accolgano migranti nel loro territorio. E’ necessario garantire loro vitto, alloggio, il vestiario, l’assistenza sanitaria e la mediazione linguistica. Ma non più, ad esempio, la mediazione culturale, il pocket money giornaliero o la fornitura della scheda telefonica: tutte cose che invece spetteranno ai soggetti privati che partecipino ai bandi.

Se da un lato questo semplificherà di certo le cose alle amministrazioni, che potranno rientrare più facilmente nella cifra di 31,6 euro giornalieri per ogni migrante accolto previsti come ristoro dallo Stato, non è ancora chiaro cosa succederà per i ristori dei mesi precedenti. 

E’ il caso, ad esempio, di Sedico, che dal 30 dicembre 2022 sta accogliendo nel suo territorio due migranti: «Da due mesi abbiamo affittato un appartamento dove poterli ospitare – spiega il sindaco Stefano Deon – e proprio ieri ho firmato la convenzione con la Prefettura. Per le spese sostenute da metà aprile mi è stato spiegato che dovremmo rientrare nella nuova convenzione. Il prefetto ha garantito che si impegnerà per cercare di capire se l’accordo potrà essere anche retroattivo, ma obiettivamente le possibilità sono poche». 

Continua invece, ha spiegato Savastano ai sindaci, la ricerca di nuovi alloggi. Oltre ai 27 posti messi a disposizione tra Sedico e Trichiana dalla cooperativa Sviluppo e Lavoro (unico soggetto a presentare la sua manifestazione di interesse ai due bandi pubblicati dalla Prefettura nei giorni scorsi) si sta lavorando alacremente per l’apertura di nuovi Cas nel territorio provinciale, grazie alla collaborazione con Ceis e Comuni. Già individuate alcune strutture da almeno 10 posti ciascuna, a Lamon, Pedavena e Tai di Cadore. L’obiettivo è di darle in gestione a soggetti privati, così da sgravare i Comuni di questa incombenza. 

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