C’è anche un pezzo di Belluno nella vita di Luciano Ligabue. E nell’autobiografia del rocker, da poco data alle stampe: “Una storia” (Mondadori).
Un pezzo che, però, “Liga” cancellerebbe volentieri. Come ha dichiarato pure nell’intervista a cuore aperto, concessa a Federico Buffa e andata in onda su Sky: «Nell’anno più difficile della mia vita, mi sono ritrovato a fare l’artigliere da montagna, a Belluno – ha affermato -. Le poche volte che mi hanno dato una licenza, non più di cinque o sei, sul mangianastri della mia vecchia Opel girava sempre “Dalla”, l’album con “Balla Balla Ballerino”, “Il parco della luna”, “La sera dei miracoli”, “Meri Luis”, “Cara” e altre meraviglie. In uno stato emotivo come quello era incredibile l’effetto che mi facessero quelle canzoni. Chiaramente, al rientro in caserma, le stesse canzoni avevano il compito di passarmi un po’ di forza ma succedeva sempre che su “Futura”, l’emozione diventasse quasi insostenibile. Amarezza e speranza, malinconia e gioia, attaccamento al passato e spinta verso il futuro, in quel pezzo (insieme a chissà quanti altri stati d’animo) c’erano e ci sono tutti».
Ma se il rocker tornasse nel Bellunese – ovviamente senza divisa – vedrebbe di certo il territorio con altri occhi. E in tutta la sua unicità.





