Doveva essere un normale controllo “patente e libretto”. In realtà gli agenti della Stradale hanno trovato ben poco di normale, sabato scorso (19 novembre). Proprio alla vigilia della “Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada”, una pattuglia di Belluno ha fermato un automobilista ubriaco fradicio.
L’uomo è stato fermato alle 23.20. Guidava un furgone ed evidentemente è risultato subito strano agli agenti che gli hanno chiesto di effettuare l’alcoltest. Tono di voce alto, espressione verbale incerta e movimenti difficoltosi lasciavano ben pochi dubbi. Quando ha soffiato, non c’è stata possibilità di replica. Perché il test ha segnato subito 2,94, vale a dire un tasso alcolemico sei volte superiore al consentito.
Inevitabile il ritiro patente. Ma qui è cascato l’asino, come si suol dire. Perché l’uomo era privo di patente. Il documento gli era stato già revocato, proprio per guida in stato di ebbrezza.
Per l’uomo è scattata innanzitutto la denuncia all’autorità giudiziaria per il reato di guida in stato di ebbrezza, aggravato per essere stato commesso nelle ore notturne. Rischia il massimo della sanzione edittale prevista, ossia l’arresto fino a un anno e l’ammenda fino a 6mila euro. Parallelamente, è stato sanzionato anche amministrativamente per la guida di veicolo senza patente perché revocata. In questo caso la sanzione è stata pari a 5.100 euro.
«Il fatto che tutto ciò sia avvenuto proprio alla vigilia della “Giornata nazionale in memoria delle vittime della strada” impone ancora una riflessione su quanto sia importante, sulla strada, adottare condotte consapevoli e corrette» commentano dalla Stradale di Belluno, con il comandante Salvatore Erich Atorino. «Alcol, distrazione, velocità elevata, mancato rispetto della distanza di sicurezza e della segnaletica stradale, sono i principali ma solo alcuni dei tanti errori che si commettono quando si è al volante di una autovettura, una moto, una bicicletta, un monopattino, o ancora un autocarro. Anche tra i pedoni, non sono infrequenti comportamenti azzardati, dettati molto spesso anche in questo caso dalla distrazione».





