Giudizio sospeso. Approvato ieri dal consiglio comunale di Belluno il Rendiconto 2021. Un documento figlio dell’ex maggioranza, passato al voto senza modifiche e senza, in pratica, alcuna discussione. In attesa di capire quali saranno le prime mosse politiche della nuova amministrazione targata Centrodestra.
Già, perché bisognerà decidere, e in fretta. E saranno, in molti casi, scelte dolorose.
Palazzo Rosso chiude infatti il 2021 con un avanzo di amministrazione di oltre 12 milioni di euro.
Dei quali, però, solo poco più di un milione e 800mila euro sono effettivamente “liberi”, ovvero utilizzabili liberamente. E se ne andranno quasi tutti per coprire le maggiori spese energetiche a cui l’ente deve fare fronte. 378mila euro se ne andranno per l’aumento delle bollette del metano, altri 810 copriranno i maggiori costi per l’energia elettrica. Altri soldi dell’avanzo libero sono stati destinati a copertura delle perdite delle società partecipate del Comune: alla SerSa (che gestisce la casa di riposo) vanno 150 mila euro e alla Sportivamente Belluno (responsabile degli impianti sportivi) 176 mila euro.
Ma non basterà. Prima di fine anno sarà probabilmente necessario mettere mano di nuovo al portafoglio. Ma c’è un problema: dopo la manovra da un milione e 400mila euro approvata ieri (la variazione era il punto successivo all’ordine del giorno) restano in cassa solamente 215mila euro di avanzo libero.
Che fare? Nei giorni scorsi l’assessore al bilancio, Paolo Gamba, ha paventato l’ipotesi di dover aumentare tasse e tariffe. Una decisione che non piace alla minoranza, soprattutto a chi, come l’ex sindaco Jacopo Massaro, era fino a due mesi fa dall’altra parte della barricata: «Noi in otto anni non abbiamo alzato le tasse, anzi, dove abbiamo potuto le abbiamo abbassate – ha attaccato – una scelta politica ben precisa e faticosissima, per non gravare sulle famiglie e per rendere attrattivo per le imprese il nostro territorio. Mi auguro che si prosegua su questa linea».
Da parte sua il capogruppo di “Valore Comune”, Giuseppe Vignato, ha posto l’accento sui progetti della Rigenerazione urbana 2, i cui costi di realizzazione rischiano di aumentare. «Per me – ha detto nel suo intervento – occorre concentrarci prioritariamente su Auditorium, stadio e il laghetto per il Nevegal». «Sono ragionamenti da fare – la replica di Gamba – anche perché per adesso lo Stato non ha ancora previsto nessun aumento di contributi per le maggiori spese per questi progetti».
Stanziati anche 75mila euro (soldi che arriveranno dalla Regione) per riparare parte del tetto della piscina comunale, danneggiato dal violento acquazzone dello scorso 5 giugno.
Infine, botta e risposta tra Vignato e il primo cittadino sull’aumento delle indennità di carica di sindaco e giunta. «Con quali soldi si pagheranno?», ha interrogato il candidato sindaco del Centrosinistra. «Ci penserà lo Stato – la risposta di De Pellegrin – che nell’articolo 1 della nuova legge di bilancio ha previsto uno stanziamento apposito». Per il Comune di Belluno si parla di 182mila euro per l’anno corrente, 272mila per il 2023, 399 per il 2024.





