Dopo 86 anni di presenza al centro esatto di Belluno, proprio di fronte a Palazzo Rosso, il palazzo delle poste si rifà il look. Da qualche giorno sulla facciata principale sono infatti comparse le impalcature montate dalla ditta C.E.O di Bologna, che ha vinto l’appalto di Poste italiane per il restauro dell’esterno dello storico edificio.
Quello di Belluno è infatti uno dei sessanta edifici di valore storico che Poste italiane possiede in tutta la penisola, ed è uno dei cento rientranti nell’iniziativa “Cento facciate”, che mira al restauro di altrettante sedi di uffici postali. I lavori sono stati presentati ieri mattina nella Sala dell’orologio delle Poste centrali cittadine.
«Questo intervento – spiega Vincenzo Cassaro, responsabile degli uffici postali bellunesi – punta a ridare bellezza ad un luogo centrale per la vita della città. E riporta nella contemporaneità uno spazio storico».
Il Palazzo centrale delle poste di Belluno, inaugurato il 4 novembre 1936, nacque su progetto di Alberto Alpago Novello e Ottavio Cabiati, su terreni che prima ospitavano alcuni edifici privati e le carceri giudiziarie. Il progetto, di stile rigorosamente razionalista, fu più volte rimaneggiato perché giudicato “poco monumentale”.
L’edificio è costituito di tre piani fuori terra, ed è a pianta regolare di forma squadrata; il basamento e le facciate sono incorniciati da lastre di pietra locale (calcare di Castellavazzo) e intonacate bianche, ad esclusione dell’ultimo piano che, per denunciare la diversa destinazione d’uso (allora ospitava l’alloggio del Direttore), è di color giallo ocra. I due altorilievi in pietra d’Istria grigia, opera di Salvatore Saponaro e rappresentanti l’Allegoria della Posta, entrano a far parte della facciata principale. All’interno, in antitesi con la rigorosa austerità dell’esterno, il salone a doppia altezza è caratterizzato da un’esplosione di colori e da elementi di arredo (tavoli in marmo, legno, lampadari in vetro di Murano) dal grande effetto scenografico.
«L’intervento di restauro – spiega l’architetto Giulia Ometto – interesserà gli intonaci e tutti gli elementi in pietra, metallo, legno, le scalinate di accesso, gli infissi. Saranno sostituite le vecchie caldaie con nuovi e più efficienti generatori di calore modulari a condensazione, che permetteranno di ridurre il consumo di gas e di contenere l’impatto ambientale. Ed è previsto, per la prima volta, un sistema di illuminazione che valorizzerà gli elementi più importanti della facciata».
I lavori, dell’importo totale di 800mila euro, sono appena iniziati e proseguiranno a step fino alla fine dell’anno.





