Era stato un’altra vittima della pandemia, che lo aveva interrotto. Ora, finita l’emergenza (e pure terminati i lavori di elettrificazione della tratta tra Conegliano e Ponte nelle Alpi) il TrenoBus delle Dolomiti riparte.
Ieri il viaggio inaugurale del servizio, realizzato in sinergia tra Dolomitibus, Regione Veneto e Trenitalia. A bordo una folta delegazione della Fiab e il vicepresidente della Regione (con delega ai trasporti) Elisa De Berti, accolti a Calalzo alle 10.25 in punto dai sindaci cadorini in fascia tricolore.
A riprova dell’attesa riposta in un servizio del genere. Per tutta l’estate, i sabati e i giorni festivi, sarà possibile arrivare in treno nel cuore delle Dolomiti, caricando le biciclette. E poi, una volta giunti al capolinea di Calalzo, trasbordare le due ruote sui mezzi Dolomitibus, attrezzati di carrello porta-bici, per raggiungere Cortina, Auronzo e le altre località turistiche della Provincia.
Insomma, per dirla con le parole di Mattia Gosetti (sindaco di Cibiana ma ieri in rappresentanza della Provincia di Belluno) «Il cicloturismo è il modo migliore per far scoprire le nostre bellezze. Ma quella di oggi è una giornata importante anche per le sinergie tra aziende di trasporto e istituzioni. La Regione che crede fortemente nello sviluppo dell’integrazione tra vettori diversi, treno, bus e biciclette. La Provincia, che promuove lo sviluppo del territorio. E i sindaci che hanno avuto la lungimiranza per investire. Oggi la più bella ciclabile del Veneto e dell’Italia, la Calalzo-Cortina, torna a essere collegata direttamente da Venezia: è il più bel biglietto da visita».
Spetta al padrone di casa, il senatore e sindaco di Calalzo, Luca De Carlo, il compito di ribadire come il cicloturismo sia visto come una chiave di volta per lo sviluppo dei territori dolomitici: Con baricentro proprio la stazione di Calalzo: «Questa è la stazione del Cadore e del Nord Italia. E ci abbiamo sempre creduto, noi sindaci, Regione Veneto e Trenitalia. Qui sono stati fatti investimenti, proprio da Trenitalia, per 5 milioni di euro. Ai quali ne abbiamo aggiunto uno dei fondi di confine per il completamento del servizio autobus».
Lavori necessari, sia in ottica olimpica, sia a servizio della ciclabile Monaco – Venezia. Che verrà completata: «E’ già finanziata la tranche che da Calalzo arriva ad Auronzo – ricorda De Carlo – e con la nuova programmazione dei Fondi di confine sarà realizzato anche l’anello intorno al lago di Centro Cadore».
In attesa, chissà, del Treno delle Dolomiti. «Stiamo andando avanti», afferma De Berti. «Il tavolo tecnico è stato confermato a fine anno e insieme a Rfi stiamo facendo gli approfondimenti sul tracciato. Non appena ci saranno i primi risultati li esporremo. Di sicuro è una sfida importante: dobbiamo trovare le giuste politiche per incentivare l’uso del mezzo pubblico al posto del privato».









