Nemmeno il tempo di mandare in archivio l’edizione 2022 che l’associazione Belluno Alpina guarda già al prossimo Giro d’Italia. E chiede un passaggio in zona Ronce e Valmorel.
«Abbiamo letto del possibile arrivo al Vajont il prossimo anno, in occasione dei 60 anni della tragedia, e crediamo che sia una nuova, grande occasione per riprendere il progetto del passaggio della corsa rosa anche per il comprensorio di Nevegal-Ronce-Valmorel» dice Gimmy Dal Farra, che evidentemente ha letto male: nel 2023 infatti il Giro dovrebbe partire da Longarone, non arrivarci.
In ogni caso, un tentativo verrà fatto, se non altro perché Belluno Alpina ha già in mente il tracciato della tappa. Secondo Dal Farra, nei mesi scorsi i Comuni di Belluno, Ponte nelle Alpi, Limana, Alpago, Chies e Tambre avevano presentato una proposta di tappa. «Un’idea che può tornare buona anche per il 2023, magari svalicando a Praderadego o al Passo San Boldo per passare per Valmorel, Ronce, Nevegal, Lago di Santa Croce, Coste, Spert, Tambre, Chies, Garna, Pieve, Val Cantuna e poi via verso Longarone».
«Quella di sabato (con la Belluno-Marmolada, ndr) è stata una grandissima giornata di festa e di visibilità per il nostro territorio, segno che la popolazione ha premiato questa scelta condivisa di tappa» conclude Dal Farra. «Ci auguriamo che anche l’organizzazione del Giro d’Italia possa nuovamente apprezzare la proposta dei sei Comuni e proporre già per il 2023 il passaggio nei territori del nostro comprensorio prealpino».





