Lupi, popolazione in aumento: «Il monitoraggio costante aiuta la convivenza»

Lupi, popolazione in aumento: «Il monitoraggio costante aiuta la convivenza»

Quanti sono i lupi in provincia di Belluno? Otto branchi, almeno secondo le stime dell’ultimo monitoraggio effettuato dalla struttura tecnica di Palazzo Piloni. «Ma non possiamo parlare di lupi esclusivamente bellunesi – spiega il consigliere delegato a caccia e pesca, Franco De Bon – perché sono animali con un’areale molto vasto e che non conosce i confini provinciali o regionali». «Il monitoraggio è importante – prosegue De Bon – perché permette di conoscere lo stato di salute della specie: la premessa per attuare, se necessario, eventuali piani di gestione».

In provincia la convivenza tra lupo e uomo (soprattutto gli allevatori) non è facile. «Ecco perché è importante che la gestione non sia solo a livello nazionale – prosegue il consigliere delegato – ma va adattata ai singoli territori. lupo in ogni caso è specie di interesse conservazionistico e in quanto tale è doverosa la convivenza. Conoscere la numerosità dei branchi e applicare le misure previste dalla Direttiva europea è fondamentale per garantire una corretta convivenza con le attività zootecniche».

La popolazione di grandi carnivori è in costante aumento. Nell’arco alpino (dove dal 1999 è attivo un monitoraggio costante) se ne stimano circa 940 (con un margine di errore di un centinaio di capi) distribuiti su una superficie pari al 37% del territorio di riferimento. Parlando di branchi e coppie, sono rispettivamente 102 e 22, per un totale di 124 unità riproduttive. Nel 2017-18 le unità riproduttive censite erano 51, arrivate a 103 nel 2020-21. Nell’Italia del nord-est si stima una popolazione di 266 esemplari (intervallo di credibilità: 204-343) suddivisi in 33 branchi – coppie, quasi la metà delle quali ha territori transregionali: per esempio 10 branchi sono a cavallo delle Province Autonome di Trento e Bolzano e la regione Veneto.

I dati arrivano dal primo monitoraggio nazionale sul grande predatore, disponibile online da ieri e condotto nell’ambito del progetto Life Wolfalps Eu in sinergia con Ispra. Quella italiana è una delle prime stime complete ottenute in Europa, attraverso l’applicazione di modelli statistici innovativi, messi a punto da un team internazionale di tre università (Norwegian University of Life Sciences, Università di Torino e Università di Chester). Tra ottobre 2020 e aprile 2021 sono stati percorsi dagli operatori 40.725 km, che hanno permesso di raccogliere 10.672 segni di presenza, di cui 5.636 escrementi, 3.226 tra video e foto. Sono stati tracciati i percorsi dei lupi su neve per un totale di 1605 km, e recuperati 71 lupi morti. Un immenso lavoro di campo reso possibile dalla formazione di un “Network Lupo Regioni Alpine”, costituito da un gruppo di personale istituzionale e volontario, che ha ricevuto una formazione specifica, operativo in modo continuo e capillare sul territorio per la raccolta di tutti i dati utili al monitoraggio della specie. Il network è composto da 1513 operatori afferenti a 160 Enti e Associazioni distribuiti nelle diverse province delle regioni alpine italiane.

Delle quali fa parte anche il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi. « Dove grazie alla stretta collaborazione con il personale del Reparto Carabinieri Parco – ricorda il presidente Ennio Vigne – abbiamo raccolto centinaia di dati sulla presenza del lupo nell’area protetta, contribuendo così a definire il quadro complessivo di conoscenza della popolazione alpina del lupo, che nel Parco è presente con almeno un branco stabile».

(Foto di Gabriele Cristiani – Archivio Aree protette Alpi marittime)

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