Tanti soldi. Sono quelle in arrivo con il Pnrr. Ma come spenderli al meglio? Lavorando insieme e facendo rete, come prevedono tra l’altro proprio i bandi del Piano nazionale di ripresa e resilienza. E’ quello che provano a fare Provincia e sindacati, che ieri a Palazzo Piloni hanno firmato un apposito protocollo.
«Il Pnrr è un treno carico di risorse e prospettive che passa in corsa ed è fondamentale prenderlo al volo – commenta il segretario della Cgil Belluno, Mauro De Carli – per diminuire le differenze territoriali interne alla provincia e nei confronti di territori confinanti».
Il protocollo prende spunto dal Piano strategico provinciale, in corso di definizione, e intende collegare le idee sulla carta alle azioni reali capaci di trainare investimenti su temi fondamentali come la transizione digitale, quella ecologica e il sociale.
«Lo scopo è trovarsi a cadenza definita – spiega il segretario della Cisl Treviso – Belluno, Massimiliano Paglini – per monitorare l’andamento dei bandi e dei progetti. Sarà fondamentale mettere in campo tutte le risorse e le competenze possibili».
Ma rete significa anche solidarietà, come riconosce Mauro Ferraro, segretario provinciale della Uil: «Ci sono Comuni più strutturati nella parte tecnica necessaria per partecipare ai bandi, e altri, più piccoli, che fanno fatica. Chiediamo che i Comuni più grandi aiutino gli altri, sarebbe un peccato perdere delle opportunità».
L’altra preoccupazione riguarda i costi dell’energia e delle materie prime, che rischiano di ridurre il numero di imprese che partecipano ai bandi, o che obbligheranno a rinunciare a qualcosa: «Abbiamo già fatto presente la cosa al governo, attraverso l’Upi – spiega il presidente della Provincia Roberto Padrin – e qualche risultato c’è. Ad esempio alla Provincia sono già arrivati 316mila euro del primo riparto governativo per coprire le maggiori spese energetiche, e ne arriveranno altri 190mila. Ma l’aumento dei costi, abbiamo calcolato, peserà per circa un milione di euro».





