Miele: la trasformazione parte dal grande laboratorio della natura

Miele: la trasformazione parte dal grande laboratorio della natura

Conoscere il mondo delle api: dalla A alla Z. Anzi, “Dalla A alla bzzzzz”. Prosegue il nostro alfabeto “apistico”, curato da Claudio Mioranza. Ecco il quindicesimo capitolo 

M di Miele – Parliamo finalmente a titolo pieno del principale prodotto delle api: il miele. La sintesi di uno straordinario processo di trasformazione del grande laboratorio della natura. 

È un percorso che inizia con la trasformazione da parte dei batteri della sostanza organica nel terreno, capace di generare nutrimento dalle piante che la assorbono e la trasportano. Poi le foglie, come panelli solari e tramite la fotosintesi clorofiliana, trasformano tali sostanze in zuccheri in grado di alimentare le ghiandole nettarifere dei fiori. Le stesse che attirano le api e donano il loro dolce nettare, trasportato dentro il laboratorio vivo dell’alveare: una volta asciugato, diventa così il miele. Una soluzione sovrasatura di zuccheri ad alta conservazione, ricca di sapori e profumi ed estremamente digeribile. Possiamo quindi definire il miele come energia del sole condensata da piante e api. 

Mille sono le sue sfumature di colore e gusto, a seconda dei fiori visitati. L’Italia, in virtù della sua conformazione geografica oltre che diversità botanica e climatica, permette alle api di bottinare sui profumati fiori di timo e rosmarino in riva al mare del Sud, raccogliere nettare sulle acacie e castagni dell’Appenino, fino ai tigli del Nord e, salendo in alta quota, sul rododendro delle nostre Dolomiti e Alpi. Un gran bel viaggio sensoriale, grazie al lavoro di questi infaticabili insetti.

Generalmente tutti i mieli sono estratti dai favi da melario a freddo, tramite centrifugazione: decantato, nel vasetto potrà cristalizzare a seconda della proporzione fra due zuccheri principali, presenti naturalmente nel miele: fruttosio e glucosio. Con la maggioranza del primo rimarrà più a lungo liquido (miele di acacia); con la prevalenza di glucosio cristallizzerà, formando una massa compatta e cremosa come il miele di tiglio.

I nostri mieli bellunesi sono rinomati per la loro varietà e qualità.

A voi scoprirli e degustarli.

Bzzzzzzz a tutti! 

Claudio Mioranza – Apicoltore dolomitico

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