«I nostri giovani sono dimenticati da tempo. Servono strumenti efficaci»

«I nostri giovani sono dimenticati da tempo. Servono strumenti efficaci»

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un docente ed educatore, in merito al questionario che ha raccolto il disagio dei giovani bellunesi (Benessere e disagio: dopo la pandemia i giovani si raccontano). 

La “Giornata di riflessione sulla salute mentale e il disagio dei giovani”, nella provincia di Belluno, riporta dati allarmanti se non drastici. Attraverso un questionario rivolto a migliaia di studenti, le risposte sono state drammatiche e hanno evidenziato un disagio profondo vissuto dai tanti giovani bellunesi. Bullismo, disturbi alimentari, atti di autolesionismo e abuso di droga, sono solo alcuni degli aspetti emersi. I nostri giovani sono stati dimenticati da tempo in nome della salute pubblica, della prevenzione, della morale, della statistica, della retorica della cultura della vita e di tante belle parole con le quali si riempiono la bocca quotidianamente le tante anime belle che dicono di preoccuparsi del bene della gente, mentre pensano solo ai loro interessi personali ed elettorali. Invece, sarebbe importante risolvere i problemi pratici, senza provare a ottenere a ogni costo il consenso di tutti, perché seguendo questa logica si fanno solo dei compromessi e non si può amministrare niente. Penso però che se qualcosa vale la pena di fare, è quella di ripensare radicalmente alle politiche sociali. Ci sono luoghi nella nostra provincia dove bisognerebbe entrare con strumenti nuovi, più efficaci, meno burocratici, penso ad affiancamenti alle famiglie, sostegno alle scuole, nuovi centri di aggregazione per i giovani. Invece sento solo vaghe promesse o, peggio, soluzioni miracolose anziché proposte concrete per rispondere efficacemente a questo malessere devastante.

Massimo Ferigutti

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