«Dalla risposta della giunta alla mia interrogazione emerge un dubbio: la Regione verso un disimpegno nel contrasto al bostrico?».
A prendere posizione è la consigliera regionale Cristina Guarda (Europa Verde): «Lo scorso ottobre ho chiesto quali fossero le azioni e i risultati ottenuti dalla Regione del Veneto ai fini del contenimento del bostrico. La risposta, pervenuta in aula a inizio marzo, elencava tutte le iniziative portate avanti dalla Regione. A emergere, tuttavia, è uno specifico passaggio nel quale si afferma che resta ‘tuttavia in capo all’iniziativa dei singoli proprietari e dei soggetti gestori delle superfici forestali un ruolo sostanziale per fronteggiare in modo efficace la situazione straordinaria che grava sulle foreste del Veneto’. Poche righe che rivelano il rischio incombente. La Regione non può limitarsi alla stesura di linee guida e a commissionare una ricerca, perché il suo compito, in un’emergenza di tale portata, è quello di coordinare l’applicazione di queste linee guida e di adottare misure di prevenzione per proteggere i boschi non ancora colpiti». A detta di Guarda, serve un coordinamento: «Un eventuale disimpegno metterebbe a repentaglio quanto ottenuto attraverso gli interventi di difesa fitosanitaria. In quasi 4 anni dalla tempesta Vaia, la nostra Regione ha commissionato studi e definito linee guida in risposta all’emergenza scaturita dalle catastrofiche pullulazioni di questo coleottero che tuttavia sono rimaste in parte disattese. Se è vero che il Veneto è intervenuto con risorse e azioni utili, queste sono sicuramente migliorabili, come nel caso delle trappole distribuite ai margini delle aree schiantate che nella nostra regione risultano essere meno della metà di quelle posizionate nel solo Trentino».
A detta della consigliera Guarda, «il ruolo dell’ente regionale non è da considerarsi esaurito. I privati, così come gli amministratori, si attendono che la Regione mantenga un ruolo di coordinamento e di regia nella strategia da adottare per la ricostituzione dei boschi degradati e nella loro difesa fitosanitaria. La gestione dei boschi e delle foreste è di competenza regionale e una emergenza di tale portata non si risolve in assenza di impegno diretto da parte della giunta».





