Il turismo ricomincia a muoversi timidamente. Al netto della guerra in Ucraina – che inevitabilmente condizionerà spostamenti e soprattutto consumi delle famiglie – le previsioni per la prossima stagione sono ottime. Ma c’è un problema, grosso per giunta: mancano addetti. Sia negli alberghi, sia nella ristorazione. I datori di lavoro offrono, ma la manodopera langue. E torna il solito dilemma: sarà colpa dei salari troppo bassi o di un mercato del lavoro che in provincia deve fare i conti con una concorrenza agguerrita? Senza troppi giri di parole, il welfare e gli stipendi di una certa parte dell’occhialeria sono inarrivabili.
IL DATO
In ogni caso, il turismo sta per ripartire. A tastare il polso al settore è la Fondazione Think Tank Nordest. Secondo l’ultima analisi, condotta a partire dalle previsioni di assunzione delle imprese dell’indagine Unioncamere-Anpal, il comparto turistico in Veneto nel corso del 2021 ha espresso un fabbisogno di personale leggermente superiore al 2019, incontrando però maggiori ostacoli nel reperimento delle maestranze. Infatti, i “servizi di alloggio e ristorazione”, in Veneto, lo scorso anno hanno programmato quasi 85mila assunzioni, un valore addirittura più elevato del 2019, dopo il calo del 2020 (quando le entrate previste erano di poco superiori alle 50mila unità). Tra gli altri settori con i valori più elevati c’è il commercio (con 64.500 previsioni di assunzione; nel 2019 erano state oltre 70mila), i servizi alle imprese e alle persone (con 33.650, un dato poco più alto del 2019), i trasporti e la logistica (con 33.160, leggermente inferiore ai 35.280 del 2019), e le costruzioni (con 31.000; nel 2019 erano meno di 30mila).
IL DETTAGLIO
Solo che programmare assunzioni è un conto. Assumere è un altro. In mezzo ci sta la difficoltà di trovare braccia e mani.
Nel 2021, in Veneto, la professione più richiesta è stata quella degli “addetti nelle attività di ristorazione”, con 67.770 entrate programmate, un valore superiore al 2019 quando erano 65.780 e quasi doppio rispetto al 2020. Il dato più significativo riguarda però le difficoltà di reclutamento di questi lavoratori, che per le imprese venete, nel corso del 2021, interessano il 39% degli addetti nella ristorazione, rispetto al 24% del 2019. Si tratta dell’incremento maggiore in assoluto tra i profili più ricercati. Le assunzioni programmate degli addetti alle vendite hanno raggiunto un valore di 39.300, un dato nettamente inferiore al 2019 (44.530), ma anche in questo caso la difficoltà nel reclutamento è in aumento, dal 15% al 25%. In crescita anche le criticità di reperimento del personale addetto ai servizi di pulizia (altro ruolo fortemente ricercato dal settore turistico), che passa dal 14% del 2019 al 26% del 2021, anche se le assunzioni previste nell’ultimo anno (32.630) non hanno raggiunto il livello del 2019 (33.800). Risulta problematica, infine, anche la ricerca di professionalità per gli autisti: nel 2021, a fronte di entrate programmate per 23.160 conduttori di veicoli a motore (un dato superiore al 2019), la difficoltà di reclutamento è del 53% (contro il 41% di due anni prima).
Ancora più complessa, per il settore turistico, risulta poi l’assunzione del personale più giovane: infatti, nel 2021, le entrate programmate di “cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici” sono state 22.620 tra gli under 30, in significativa crescita rispetto al dato del 2019 (19.220), ma con una quota di difficile reperimento salita dal 48% al 53%. Le criticità nel reclutamento sono poi aumentate, a causa della pandemia, anche per gli operatori dell’assistenza sociale (dal 33% al 53%).





