«Serve nuovo personale per le Province». L’appello Upi da Belluno

«Serve nuovo personale per le Province». L’appello Upi da Belluno

Le Province chiedono personale. Dopo la riforma Delrio, infatti, c’è stato un fuggi fuggi generale. E i pensionamenti non sono stati rimpiazzati. L’allarme è stato lanciato ieri (16 febbraio) a Palazzo Piloni, dove si è riunito il consiglio direttivo di Upi Veneto, l’Unione delle Province d’Italia, secondo la modalità itinerante decisa recentemente. Presenti i presidenti di tutte le Province venete.

Sul tavolo della riunione, in particolare la questione delle dotazioni organiche in forza alle Province, relativamente alle funzioni non fondamentali (tra cui rientrano anche la difesa del suolo, la protezione civile e altri compiti non secondari). Il problema illustrato dai presenti al tavolo riguarda la forte contrazione di personale seguita al riordino del 2016 (post-legge Delrio), dovuta da un lato al mancato turn-over, dall’altro alla riduzione delle strutture interne agli enti. I presidenti veneti hanno condiviso di effettuare una ricognizione dello stato attuale dei dipendenti delle Province in capo alle funzioni non fondamentali, da raffrontare con l’ultimo monitoraggio del 2015-2016, in modo da fotografare come è cambiata la dotazione organica negli ultimi anni. 

«Il problema è che per anni le Province sono state additate come centri di spreco e non come erogatori di servizi di area vasta, quali sono» ha affermato il presidente Upi Veneto, Stefano Marcon (che presiede la Provincia di Treviso). «Con il personale ridotto all’osso e risorse sempre più esigue, si rischia di non poter più svolgere quel ruolo che i nostri enti hanno. Per questo è necessario sedersi al tavolo con la Regione, per capire insieme come portare avanti le funzioni non fondamentali».

Il direttivo si è concentrato anche sulla gestione degli esperti Pnrr assegnati dalla Regione. «Una partita, quella del Piano Ripresa e Resilienza, che è fondamentale per le Province, ma anche per gli altri enti locali», il commento del presidente Roberto Padrin. «L’accesso a fondi così importanti passa attraverso progettazioni che hanno la necessità di esperti e tecnici. Sarà basilare poter utilizzare al meglio le risorse interne e in arrivo dalla Regione».

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