Due anni di pandemia hanno messo a nudo i numerosi problemi della sanità bellunese. Tra i quali uno dei più antichi e difficili da risolvere è la carenza di specialisti. E non solo nelle mansioni apicali (primari e medici) ma anche tra gli infermieri e gli operatori socio sanitari.
E proprio a loro sono dedicati i due nuovi corsi in partenza a marzo, organizzati da Ceis e Circolo cultura e stampa, sotto l’egida dell’Ulss 1 Dolomiti.
I percorsi formativi (della durata di 12 mesi) sono stati presentati ieri mattina (3 febbraio) nella sede dell’azienda sanitaria. Sono quasi 600 gli oss a libro paga dell’Ulss1. Un piccolo esercito, che però non è ancora sufficiente, come spiega la direttrice generale Maria Grazia Carraro: «Se ne trovassimo di più saremmo contenti – dice –. Siamo purtroppo legatoi ad un’idea orai antiquata di questa professione, che invece offre grandi soddisfazioni, non solo sul piano umano e personale, ma anche professionale».
Perché per gli oss ci sono molti sviluppi all’orizzonte: «E’ un’opportunità importante per chi vive e lavora nel nostro territorio». Che, occorre ricordare, è caratterizzato già oggi da un’alta incidenza di anziani e per i quali nei prossimi anni dovranno essere implementati sempre nuovi servizi. Ecco perché «tutti stanno cercando professionisti di questo tipo», come ricorda Carraro. L’attestato che si riceverà al termine delle 1.000 ore di formazione (delle quali 480 di teoria e 520 di tirocinio) permetterà infatti di lavorare su tutto ol territorio nazionale: «Ma io – conclude la dg dell’Ulss 1 – faccio il tifo perché i diplomati poi restino qui».
Sono 60 i posti a diposizione, equamente suddivisi tra Belluno e Feltre. C’è tempo fino al 15 febbraio per le iscrizioni. Per informazioni è possibile contattare il Ceis (info@ceisbelluno.org) o il Circolo cultura e stampa (ossccsb@gmail.com).





