Il rientro dopo le vacanze di Natale è stato più traumatico del previsto. E adesso la scuola appare sotto attacco del virus, con personale decimato dal contagio e numerosi classi costrette alla didattica a distanza. Tra le proposte c’è anche quella di sopperire alle assenze di prof e bidelli con orari di lavoro aggiuntivo. Una idea che vede la ferma contrarietà di Snals e Anief, sindacati scolastici provinciali.
«In questo periodo in cui la diffusione del contagio risulta molto elevata, non è il caso di mettere a repentaglio la salute del personale scolastico, in particolare dei docenti, esponendoli al contagio in ulteriori classi» dicono dalle segreterie Snals e Anief. «In particolare – precisano Danila Tirabeni segretaria provinciale Snals e Lucilla Rovetto segretaria provinciale Anief – si fa presente che chiedere la disponibilità di spostarsi da un plesso all’altro per sostituire i colleghi assenti, oltre ai problemi già evidenziati di esposizione a un maggior contagio, non è assolutamente previsto da alcun contratto. Una maggior collaborazione da parte dei docenti si sarebbe potuta realizzare se fossero stati forniti i dispositivi di protezione ffp2 (che la normativa non ha previsto per tutti) e se le classi fossero state messe in sicurezza con adeguati impianti di aereazione di cui le scuole sono, dopo due anni dall’inizio della pandemia, ancora sprovviste».
Le due sigle sindacali congiuntamente esprimono preoccupazione per i rischi e lo stress a cui i docenti, i dirigenti scolastici e il personale scolastico sono quotidianamente soggetti.





