Famiglie in difficoltà per la pandemia, il Comune paga Tari e mense scolastiche

Famiglie in difficoltà per la pandemia, il Comune paga Tari e mense scolastiche

Sono circa 500 le famiglie feltrine che hanno subìto pesantemente le conseguenze della pandemia e dei relativi lockdown. C’è chi ha perso il lavoro, chi ha visto fermare la propria attività. A loro il Comune di Feltre è venuto in aiuto in due occasioni, attraverso due bandi specifici che hanno distribuito in totale 212mila euro arrivati dal governo. Soldi destinati principalmente a combattere l’emergenza alimentare, con la distribuzione di pacchi alimentari, e ai quali si è unita la solidarietà di negozi e imprese, che hanno ampliato la platea dei riceventi e l’offerta. Senza dimenticare il grande lavoro svolto dalle associazioni di volontariato diffuse nel territorio, che da sempre combattono le situazioni più delicate.

Ora, per tutti loro, è arrivata la terza tranche di contributi governativi. Si tratta di 85.700 euro che però questa volta saranno destinati non più all’emergenza alimentare, quanto all’aiuto nel pagare Tari e rette delle mense scolastiche. L’altra novità è che non ci sarà più un bando a cui dover partecipare.

«Grazie ai precedenti due avvisi pubblici, che avevano criteri di partecipazione molto stringenti – spiega l’assessore al sociale di Feltre, Giorgia Li Castri – abbiamo già individuato le famiglie che necessitano di aiuto. A loro erogheremo i fondi necessari per pagare Tari e mense scolastiche, che sono le due misure economiche che vengono “lasciate indietro” più spesso, un po’ perché il controllo non è pressante come altre tasse, un po’ perché non si può interrompere il servizio».

L’intervento di sostegno coprirà per intero la Tari insoluta per gli anni 2019 e 2020, mentre per le rette delle mense il contributo chiuderà le pendenze del 2020 e della prima metà del 2021.

Il settore economico – finanziario del Comune di Feltre, guidato da Renato Degli Angeli, ha già fatto i conti: per la Tari si parla di circa 25mila euro di insoluti; per le mense serviranno almeno altri 18mila euro.

«Una volta distribuiti i fondi per coprire queste spese – aggiunge Li Castri – metteremo a disposizione parte della cifra totale, fino ad un massimo di 20mila euro, da destinare alle associazioni che da sempre si stanno adoperando per aiutare le famiglie e le persone in difficoltà. Perché ci sono situazioni difficili che ci portiamo avanti da anni, e molte famiglie magari non si rivolgono ai Servizi sociali, quanto piuttosto ad un’associazione. Per fortuna la rete di solidarietà funziona ed è giusto dare loro un riconoscimento».

Funzionano anche i controlli della guardia di finanza, che sta passando al dettaglio tutte le richieste di contributo accolte nei primi due bandi: «Finora però, fortunatamente, ci sono arrivati solamente 4 verbali su situazioni irregolari», chiude Degli Angeli.

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