È senza fili, leggero, ha la dimensione di un dito e pesa poco più di 22 grammi: un’inezia.
Può essere applicato sulla montatura degli occhiali ed è stato ideato con uno scopo ben preciso: agevolare la quotidianità delle persone ipovedenti o con disabilità visiva.
Il riferimento è al dispositivo di visione OrCam MyEye: un dispositivo basato sull’intelligenza artificiale, capace di leggere in modo discreto un testo stampato o digitale, da qualsiasi superficie, ad alta voce e in tempo reale per chi lo indossa. Giornali, libri, schermi di computer e smartphone, menu di ristoranti, etichette di prodotti da supermercato e segnali stradali diventano immediatamente accessibili. Senza considerare il riconoscimento istantaneo dei volti, di colori e banconote.

Insomma, una svolta. L’ennesima in campo tecnologico. In questo senso, la Fondazione De Rigo Heart Onlus ha dimostrato ancora una volta la sua sensibilità rispetto a certe tematiche. E ha deciso di donare il sofisticato apparecchio a dieci giovani studenti e neolaureati ciechi e ipovedenti del territorio.
Fondamentale, a tale proposito, la sinergia con la sezione di Belluno legata all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti. Ieri, in sala Bianchi, è avvenuta la cerimonia di consegna: «Gli occhiali per noi sono un mestiere di famiglia – ha commentato Barbara De Rigo, presidente della Fondazione -. La nostra missione sfocia nel sostegno alla formazione e alla salute dei giovani che devono affrontare ostacoli di diversa natura sul proprio cammino. Offrire ai ragazzi ciechi e ipovedenti una possibilità concreta e innovativa, che consenta di vivere la loro quotidianità in maniera autonoma e di esprimersi al meglio nello studio e nel lavoro, è per noi un motivo di gioia».
«Siamo orgogliosi di aver collaborato con la Fondazione De Rigo Heart Onlus – sono state le parole di Luciana Dalle Molle, presidente dell’Uici bellunese – ma soprattutto per il significato che il progetto porta con sé. I giovani sono il nostro futuro, dobbiamo consentire loro di avere ogni strumento possibile, affinché possano realizzare i loro desideri e progetti in autonomia. In un momento storico incerto come quello che stiamo vivendo, trovare realtà così sensibili alla problematica della disabilità non è affatto scontato». Non sono mancati i saluti istituzionali del sindaco di Belluno, Jacopo Massaro e del consigliere provinciale, Franco De Bon.






