Federico non si trova. Le ricerche continueranno ancora una settimana

Federico non si trova. Le ricerche continueranno ancora una settimana

Un’altra giornata senza novità. Sono ormai passati sei giorni da quando Federico Lugato, 39enne veneziano residente a Milano (dove la vora per Rfi – rete ferroviaria italiana) è scomparso durante un’escursione in Val di Zoldo, dopo essere partito da Pralongo per un tragitto ad anello nel gruppo Tamer – San Sebastiano.

Anche ieri un centinaio di volontari, con elicotteri, droni, cani molecolari ha perlustrato palmo a palmo l’area, in particolare la Val Pramper, dove portano le ultime tracce del suo cellulare.

Ma nessuno ha intenzione di arrendersi. Le ricerche proseguiranno anche oggi, e per almeno un’altra settimana. E’ questa la decisione presa ieri nel vertice convocato in prefettura e coordinato dal vice prefetto Rossella Caruso, al quale hanno partecipato (oltre al prefetto Mariano Savastano) il sindaco di Val di Zoldo, Camillo De Pellegrin, i rappresentanti di questura, carabinieri, guardia di finanza, vigili del fuoco, Suem, Protezione civile e Soccorso alpino.

Analizzati i dati raccolti e le azioni finora intraprese la decisione presa dall’unità di ricerca è stata quella di continuare le ricerche almeno per un’altra settimana, allargando il raggio di azione anche a zone finora non battute e che rientrano nel perimetro dal quale provengono i dati delle celle telefoniche agganciate dal cellulare di Federico nel giorno della scomparsa.

Intanto la moglie dello sfortunato escursionista, la zoldana Elena Panciera, ha aperto una raccolta fondi su Facebook per supportare le spese vive dei numerosi volontari impegnati nelle ricerche. Alle 20 di ieri sera erano già stati raccolti oltre 8.000 euro.

Il segno tangibile che la vicenda è entrata nel cuore di tanti. «Federico e io stiamo ricevendo tanto affetto, da amicizie e anche da persone che hanno preso a cuore la nostra storia. Grazie – spiega Elena – rendiconterò tutto con trasparenza». L’obiettivo è sostenere pasti e pernottamenti delle persone che vogliono aiutare nelle ricerche: «Ci mettono già le gambe, gli occhi, la voce, il cuore» spiega Elena. I fondi serviranno anche a finanziare eventuali consulenti tecnici, informatici, unità cinofile a supporto di quelle già presenti. «I fondi in eccesso verranno donati al Soccorso Alpino, i cui volontari si stanno prodigando nelle ricerche» conclude Panciera.

Chi volesse contribuire può farlo collegandosi alla pagina Facebook dedicata.

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